La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • Villa Gerace/2 – Scende in campo la Cna nazionale: “Vogliamo costituire un Comitato e preparare una squadra di archeologi volontari per riattivare gli scavi”.

    Pubblicato il luglio 17th, 2018 Max Nessun commento

    Villa Gerace

    Paolo Di Marco

    La Cna nazionale crede fermamente nel progetto di riportare alla luce i resti della Villa Romana Gerace i cui ritrovamenti sono insediati sul territorio comunale di Enna. Una villa di un valore storico inestimabile che fa il paio con un altrettanto inestimabile valore economico; un gioiello per lo sviluppo dell’intero territorio.

    Stiamo parlando di una villa di grande interesse dell’epoca imperiale di Roma che si estende per circa 3 ettari e che è stata individuata nel 1991, ben 27 anni fa. Da allora ben poco. Una tiri tera che si ripropone e che abbraccia con solerzia ogni campo dell’economia interna. Gli ennesi la conoscono molto bene e sono pure bravissimi nel proporre elenchi inesauribili di occasioni mancate o del tutto dimenticate: Castello di Lombardia, Torre di Federico, Autodromo di Pergusa, Asi, Pasquasia e via dicendo. Tutte opportunità buttate al vento, il cui fallimento continua a relegare sempre più giù, nelle statistiche del benessere la povera provincia di Enna. Adesso, dopo 27 anni di nulla, anche la Villa Gerace si può comodamente accomodare dentro il lungo elenco delle occasioni mancate. La Cna nazionale però non intende assopirsi valutando con grande attenzione l’immensa opportunità che il territorio deve necessariamente sfruttare.

    Angelo Scalzo

    “Pensiamo – afferma l’ennese Angelo Scalzo vicepresidente nazionale della Cna Artistico – di costituire insieme ad associazioni, enti e istituzioni un “Comitato pro Villa Gerace” per dare un impulso attivo alla Regione e perché no al Ministero dei Beni culturali. Bisogna finalmente mettere su carta un progetto serio, ambizioso e concreto con un crono programma credibile e verificabile dalla nostra comunità”. L’appello lanciato da Scalzo dentro l’organizzazione degli artigiani ha già bucato il fronte tanto che Giovanni Rivaroli presidente nazionale degli archeologi aderenti alla Cna dice: “La villa Gerace può, con le opportune professionalità inserite in un organico progetto, rappresentare un programma di valenza mondiale. E’ in grado garantire posti di lavoro per archeologi, restauratori, conservatori, imprese del turismo e del commercio locali. Prima lo capiremo, prima faremo passi in avanti”. Insomma un diluvio di convenienza facile da rappresentare anche in concreto. Questa carta la Cna nazionale pensa di giocarsela bene tanto che ha già messo in cantiere la possibilità di organizzare una squadra di archeologi volontari per gli scavi. “L’imperativo – dice Scalzo – è muoviamoci, basta con questa apatia dilagante, ecco perchè chiediamo sostegno a quanti credono in questo progetto”. Villa Gerace è la gemella della Villa Romana del Casale che proietta, ogni anno, Piazza Armerina nei tour internazionali del turismo culturale. Un’offerta complessiva del territorio che si arricchirebbe e non di poco. Se Enna uscisse dall’imperioso sonno che la avvolge rispetto gli scavi, in un prossimo futuro potrebbe mettere sul piatto dei tuor operator due ville romane, un’area Morgantina che custodisce un museo con la Venere e un bellissimo teatro. Senza contare mille altre magnificenze. Solo sogni? Si purtroppo si. Se una minima parte di questi gioielli fosse custodita in un altro spicchio dell’Italia conterebbe anno dopo anno visite a non finire favorendo una brillante economia. E invece siamo ad Enna, nell’ombelico della Sicilia, dove l’apatia predomina e la politica non si stanca di procurare massicce dosi di camomilla. La villa Gerace è stata scoperta nel 1991 e da allora la Regione non ha fatto praticamente nulla per iniziare e concludere con criterio la fase di scavo. Ma anche Enna ha fatto poco o nulla, il disinteresse dentro Sala d’Euno è stato veramente apprezzabile. Come se la cultura non fosse un vero investimento.

    Giovanni Rivaroli

    “Nel rapporto <Io sono Cultura> prodotto annualmente dal 2004 da Symbola, Fondazioni per le Qualità Italiane, si evince – continua Giovanni Rivaroli – come nel 2017 ogni euro investito in cultura ha avuto un effetto moltiplicatore sulle altre economie. Significa che dagli 89,9 miliardi di euro prodotti dalla cultura nel 2017 (il 6% della ricchezza italiana) si arriva ai quasi 250 dell’intera filiera culturale-turistica, vale a dire 16,7% del valore aggiunto nazionale, col turismo primo beneficiario di questo volano. Sono numeri che indicano come al di là delle intenzioni di facciata e dichiarazioni spesso roboanti ma poco fattive, ogni governo debba coraggiosamente investire nella cultura non solo come “res publica” da tutelare ma come reale asset economico e di lavoro”. Tanto valore gira attorno al turismo culturale anche se la filiera ancora non è ben impostata: “Ancora oggi lottiamo faticosamente per dare dignità alle imprese e ai professionisti che operano nel campo dei Beni culturali. La Cna da molti anni si batte, ad esempio, per la qualifica di restauratore e recentemente ha portato a compimento un iter assieme al MiBACT ed altre rappresentanze di categoria per definire il profilo degli archeologi professionali”. Ma si sa in Italia le idee si sprecano e per trovare concretezza è necessario tempo ed impegno: “Siamo nel paese delle belle parole dove da sempre si parla di Petrolio Bianco ma si ignora che nel settore esistono aziende e professionisti che lavorano con passione e serietà tutti i giorni accompagnati da contesti legislativi lacunosi per non dire assurdi”.

    Il presidente degli archeologi Cna conclude illustrando il percorso bene archeologico/ricchezza: “Dal momento dell’esposizione un tale bene subisce un vero e proprio count-down verso il degrado e quindi una sua conservazione s’impone. Bisogna valorizzare competenze e professionalità locali per il bene di una filiera e del territorio. Questa è la grande opportunità per creare indotto, posti di lavoro, benessere e welfare per il territorio di origine.” Angelo Scalzo è arciconvinto che Villa Gerace sia per il territorio ennese un enorme forziere: “Ad oggi solo l’università Kore rappresenta per l’economia della nostra comunità una vera realtà. Riportare alla luce scavi di questo genere ha un valore economico-culturale inestimabile. Tutto questo silenzio è una sorta di condanna”. Per il vicepresidente nazionale della Cna Artistico: “Un tale progetto non va visto solo in chiave turistica. Immagino quanto lavoro può arrivare per le imprese artigiane locali. Penso alla messa in sicurezza dell’ampia area, alle coperture, al trasporto di materiale. Siamo convinti della bontà del progetto e andremo avanti”.

    Lascia un commento