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  • Unimpresa e Cgil sottolineano l’agonia del settore edile

    Pubblicato il febbraio 21st, 2017 Max Nessun commento

    Unimpresa e Fillea Cgil giudicano la devastante la crisi del settore edile che non conosce fine. L’analisi di Salvatore Puglisi direttore provinciale di Unimpresa En-Cl non è degli ultimi giorni.

    Da anni grida la sua rabbia per l’abbandono di un settore che si è dimostrato il volano della produzione in Sicilia per molto tempo. Anche oggi rinnova il suo grido di allarme indicando uno “Stato che fa cassa sulla pelle delle piccole imprese”. E particolarmente rispetto il settore delle costruzioni Puglisi dice: “Il governo nazionale ha distrutto l’edilizia. Solo in Sicilia questo settore ha perso oltre 30 mila occupati. Tutto un tessuto connettivo imprenditoriale storico per l’Italia fatto di piccole e medie imprese è stato fatto fuori. La Regione non sostiene i nostri imprenditori ma offre spazi enormi alla grande evasione”. Da un’ottica diversa ma con la stessa preoccupazione la Fillea Cgil lancia il suo grido di allarme. Secondo un proprio studio in sei anni il territorio provinciale nel settore edile ha perso circa 2.000 posti di lavoro. Quindi è stata persa ricchezza per le famiglie del territorio ennese. Il segretario generale della stessa federazione Alfredo Schilirò sottolinea la cospicua flessione delle ore lavorate. Nel 2008 erano state 2.981.843 nel 2016 solo 1.112.586. Insomma ogni lavoratore nel 2008 ha lavorato per 703 ore nel 2016 solo per 533 ore. Le cause sono più che evidenti, mancanza di investimenti pubblici e azzeramento del mercato privato. In particolare quello abitativo è sceso di circa il 50%. Cosa fare? Per Salvatore Puglisi è necessario “sostenere la piccola imprenditoria, creare le condizioni strutturali per un suo sviluppo. Solo in questo modo l’economia siciliana potrà riprendersi”. Per la Fillea CGIL e per il suo segretario di federazione innanzitutto bisogna “invertire la tendenza prima che sia troppo tardi. Occorre stipulare convenzioni tra gli ordini professionali e gli Enti locali per preparare in breve tempo progetti relativi al Patto per il Sud”. La Cgil punta proprio su questa misura: “Nel Patto per lo Sviluppo della Sicilia sono previste diverse opere per il territorio ennese molte però mancano di progetti esecutivi”. Altro iniziativa individuata dal sindacato per invertire la tendenza: “I Comuni devono prevedere nei Prg, piano regolatore generale, clausole per velocizzare l’iter per la ristrutturazione dei centri storici”. Dal canto suo il “Governo nazionale deve investire e le Istituzioni pubbliche debbono puntare nella messa in sicurezza degli edifici e del territorio per arginare il dissesto idrogeologico”. Schilirò conclude: “La Protezione Civile ha stimato che i danni provocati dall’ultimo terremoto nel centro Italia è di 10 miliardi di euro”. Come dire: somme e vite umane potevano essere risparmiate con un’opportuna opera di prevenzione.

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