La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • Unikore. Panico dei Sindaci sulla pretesa milionaria dell’ateneo di Catania

    Pubblicato il novembre 6th, 2015 Max Nessun commento

    untitled

    da Vivienna.it

    Venuti a conoscenza del risarcimento milionario richiesto dall’Università di Catania al Consorzio Ennese Universitario per inadempimenti contrattuali i Comuni soci, già in crisi strutturale per i costanti tagli ai trasferimenti, sono entrati nel panico. Il timore deriva dal fatto che se tale pretesa dovesse trovare il conforto della giustizia saranno i Comuni soci, compresi quelli che hanno già deliberato il recesso, a soddisfare, quota parte, il creditore. Ne parliamo con Massimo Greco.

    E’ fondata la paura dei Sindaci soci del CEU su questa inaspettata tegola?

    Non mi preoccuperei più di tanto perché il socio di una società di capitali (cui è assimilabile il consorzio ennese universitario), salva l’ipotesi di diretta esposizione dei creditori sociali che non ricorre nella fattispecie, risponde limitatamente alla sua quota di capitale. Per le obbligazioni assunte in nome del CEU, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo consortile, avendo il CEU autonomia patrimoniale e negoziale.

    Ma se il fondo consortile non è in grado di soddisfare la pretesa milionaria l’Ateneo catanese potrà chiedere il dissesto finanziario del CEU?  

    Dipende dalla configurazione giuridica del CEU. Se viene considerato un consorzio di enti locali potrebbe usufruire della medesima norma prevista dal TUEL per il dissesto finanziario degli enti locali. In questo caso i debiti del CEU andrebbero a formare la massa passiva che potrà essere liquidata nei limiti previsti dalla norma al 40%.

    Ma il CEU non è un consorzio di enti locali?

    Non ne sarei così sicuro. Sotto il profilo soggettivo la presenza della Camera di Commercio, che non è un ente territoriale di governo ma un’autonomia funzionale, potrebbe esonerarlo dal novero dei consorzi di enti locali disciplinati dal TUEL. Sotto il profilo oggettivo, l’applicazione delle norme sul dissesto finanziario degli enti locali sono estensibili ai soli consorzi di funzioni e non anche a consorzi di servizi cui appartiene quello in questione.

    Quindi è tutto a posto?

    No, rimane il problema di sempre che andrebbe affrontato senza pregiudizi e con senso di responsabilità politica e istituzionale. Il recesso di alcuni Comuni (Enna, Aidone ed ex Provincia regionale di Enna) dal CEU è stato un errore sia politico che amministrativo. Amministrativo perché non ritengo che il CEU, quale socio unico fondatore della Fondazione Kore, possa essere estromesso dalla stessa, politico perché dovrebbe essere interesse dei Comuni sostenere l’unica realtà produttiva d’interessi collettivi generata in provincia di Enna negli ultimi trent’anni. Senza considerare che l’unico strumento per pervenire ad una soluzione salomonica e legittima in ordine all’annosa questione degli immobili di proprietà provinciale ed utilizzati dalla Kore è proprio la partecipazione del libero Consorzio comunale ennese al CEU.

    Lascia un commento