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  • Una Fondazione per la Venere di Morgantina

    Pubblicato il settembre 20th, 2009 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Per la provincia di Enna l’annunciato evento del rientro della Venere di Morgantina può rappresentare un’occasione per misurare il livello qualitativo della nostra classe dirigente. Fare sistema attorno a questo evento è cosa buona e giusta per la difesa del nostro territorio, mettendo decisamente da parte colori e gelosie politiche. Il coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati, potenzialmente, ed a vario titolo, interessati è fondamentale, ma occorre una regia in grado di orientare gli interventi e individuare prontamente gli strumenti più idonei per finalizzare le azioni. Enti locali e Regione Siciliana rappresentano le Istituzioni sulle quali graverà la responsabilità di tramutare le idee in progetti. Associazioni di categoria, parti sociali, imprese e soggetti del terzo settore devono poter dare il loro contributo nel contesto di un ragionamento condiviso dal basso. Per creare tali presupposti è quindi necessario individuare uno strumento innovativo in grado di catalizzare idee, progetti, e risorse finanziarie. Ad oggi lo strumento che più di ogni altro sembra adattarsi a tali esigenze è quello della fondazione di partecipazione ovvero associativa. Si tratta di un modello di fondazione non più istituita ad opera di un singolo soggetto, sia esso persona fisica ovvero impresa, ma costituita da una pluralità di soggetti (privati e/o pubblici), che condividono una medesima finalità. –


    La particolare composizione mista, pubblico-privato, la disponibilità di un patrimonio vincolato ad uno scopo di pubblico interesse, l’agilità gestionale, nonché una governance interna semplice e facilmente identificabile, rendono la fondazione di partecipazione uno strumento giuridico-organizzativo in grado di trovare applicazione in diversi settori di intervento e di azione, tra i quali spicca quello culturale. La possibilità giuridica di questo tipo di fondazione è data dal fatto che accanto ad associazioni e fondazioni, il codice civile del 1942 abbia previsto le “altre istituzioni di carattere privato” (art. 12 c.c. abr.). Anche il DPR 10/02/2000, n. 361, abrogativo dell’art. 12 c.c., ha mantenuto intatta la dizione di “altre istituzioni di carattere privato” (art. 1). Peraltro, questo modello non risentirebbe dei vincoli stringenti che le ultime normative statali riservano ai consorzi di enti locali

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