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  • Una Commissione Speciale per Pasquasia

    Pubblicato il ottobre 22nd, 2008 Max 1 commento

    di Massimo Greco
    Stiamo costituendo una Commissione di studio alla Provincia sulle problematiche della miniera di Pasquasia. Parteciperanno gratuitamente esperti, ambientalisti e semplici conoscitori della miniera che si aggiungeranno ai capi-gruppo del Consiglio Provinciale. La Commissione avrà sei mesi di tempo per approfondire i noti problemi che hanno, dal momento della chiusura, creato allarmismo sulle scorie radioattive. La Commissione avrà anche il compito di discutere sulle ipotesi progettuali di valorizzazione della miniera sia sotto l’aspetto della ripresa produttiva che su quello più propriamente culturale. Diffuse sono infatti le iniziative che individuano le miniere siciliane per destinazioni culturali e turistiche.

     

    1 responses to “Una Commissione Speciale per Pasquasia” Icona RSS

    • La miniera di Pasquasìa, chiusa nel 1992 per ragioni non ancora completamente appurate, è la più importante miniera di superficie per l’estrazione di zolfo e solfato di potassio della Sicilia, situata in provincia di Enna, in territorio della città capoluogo, al centro dell’isola, lungo la valle del fiume Morello. La qualità dello zolfo prodotto è così elevata che le formazioni gessoso-solfifere alludono a Pasquasia per antonomasia (nota è la formazione di Pasquasia).

      Pasquasia sorge su un dosso lungo la Strada Statale 121 Catanese, a metà strada tra Enna e Caltanissetta, nell’omonima contrada, ai piedi del monte Pasquasia di 610 m. di altezza. Essa è oggi, probabilmente, uno dei più validi esempi reperibili in Sicilia di archeologia industriale: il grande complesso di strutture che servivano le massicce attività della miniera, peraltro moderne ed efficienti, sono ben visibili dalla sottostante strada statale, ed appaiono come grandi edifici di funzione meccanistica di colore bianco, con un castelletto d’acciaio ormai in rovina. Il fulcro della miniera è il Pozzo 3, incuneato nel demanio forestale.

      La chiusura della miniera, che per qualche secolo ha rappresentato una delle più importanti fonti occupazionali per le province di Enna e Caltanissetta, è stata seguita da durissime proteste delle popolazioni locali, e da uno scandalo di risonanza nazionale sulla possibilità, a più riprese smentita, che il governo abbia decretato la cessazione dell’attività estrattiva allo scopo di depositare nel complesso scorie nucleari. Invero, la versione ufficiale circa la chiusura riguarda gli alti costi per la realizzazione di una condotta di scarico lunga 90 km fino a Licata.

      Durante l’attività dell’ultima fase, Pasquasia dava lavoro a 500 dipendenti, e grazie alla sua produzione, l’Italkali, azienda gestore, era la terza fornitrice mondiale di sali potassici; la chiusura ha decimato invece la partecipazione dell’Italia alla fornitura di zolfo e derivati, a vantaggio dei colossi internazionali della Francia e della Germania. Secondo alcune stime, Pasquasia sarebbe potuta rimanere in attività per altri 8 anni, ma altre fonti parlano di un periodo ben superiore.

      questo è tutto cio’ che è stato fatto ad Enna per distruggerla sempre di piu’ ben vengano le iniziative per incrementare Enna


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