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  • Una città senza fondi che ha toccato il fondo

    Pubblicato il dicembre 16th, 2007 Max Nessun commento

    di Luisa Gardali
    “Umbilicus siciliae”, “urbis inespugnabilis” perfino “ennaion” luogo ameno, fu definita Enna, ma che dire oggi, come definirla?
    Neppure le popolazioni antiche nel loro glossario troverebbero termini adatti, né i grandi eruditi contemporanei, tutti attoniti guarderebbero lo scempio che una città, ricca di storia, di grandi avvenimenti, sta vivendo.
    Anche in questi giorni si respira la miseria umana, lo squallore di idee e volontà, invece dell’aria natalizia che in questo periodo accende i cuori di tutti quanti.
    Forse siamo tutti presi in cerca di un posteggio che di un presepe da visitare, alziamo gli occhi alle tante luci festose, passeggiamo e cerchiamo qualcuno a cui augurare Buone feste piuttosto.
    Ad Enna non si festeggia più neppure il natale, non si canta più, non si respira, ci preoccupiamo a tenere ben stretta la mano dei più piccoli e a sorvegliare un po’ di più i grandi, per paura, una parola che non trovava posto nella nostra città, ora regna in tutti noi.
    Dal Castello a Montesalvo si osservano tutti gli errori umani giorno dopo giorno.
    IL Castello con la sua area di parcheggio invasa da auto perenni, senza dare possibilità agli autobus in visita di parcheggiare, la zona Duomo impraticabile ai pedoni a causa delle numerosissime auto parcheggiate fin sopra gli scalini della chiesa, zona Balata dove il tasso d’inquinamento ha raggiunto livelli altissimi, via Roma in fila indiana negli sporadici marciapiedi, la Torre di Federico quando si trova aperta beh meglio stare attenti !Poi finalmente a Montesalvo si respira un pò, quella bellissima piazza ahimè troppo vuota, permette un attimo di sosta per pensare.-


    Si scende poi verso Enna Bassa, meno male che c’è l’università, fiore all’occhiello della zona dove le strade ancora appena accennate chiedono una definizione.
    Per non parlare di Pergusa che narra la mitologica storia di Demetra e Persefone sembra non fare parte della città, abbandonata al proprio destino dove ogni giorno gli studenti devono fare metri e metri per prendere al volo un autobus che non fa fermate al capolinea per errori nella segnaletica stradale e che l’immondizia rende insalubre oltre che squallido il luogo.
    L’unico a star zitto è il lago, ha paura di parlare di farsi sentire non sia mai che spaventi flora e fauna dei dintorni e si giochi la catalogazione ad area di riserva naturale, naturalmente isolata ed impraticabile se non fosse per quegli amanti della natura che volendo fuggire dal caos cittadino si rifugiano nel circuito.
    Non capisco perché volevano togliere la denominazione di capoluogo ad Enna, non ci sono motivi, va tutto bene è cambiata tanto come città ma da qui a volere che divenisse paese insomma!!!
    E poi c’è un unico imperativo che domina tutta la città “Non ci sono soldi”, ma quali soldi , per le idee non c’è un costo ma la volontà di lavorare affinché le cose cambino, vivere bene nella nostra città è una cosa possibile con l’impegno di tutti senza critiche perché poi alla fine si vedono i fatti e non le promesse inutili e irreali.

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