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  • Una Cannaiola ritorna a Pergusa

    Pubblicato il luglio 19th, 2009 Max Nessun commento

    Cannaiola

    di Rosa Termine
    Una Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) inanellata al Lago di Pergusa il 2 settembre 2005 è stata ricatturata presso la stazione di inanellamento di Boda nella Repubblica Centrafricana il 22 ottobre 2007.

    Il piccolo silvide che nel 2005 era al suo primo anno di vita, ha percorso dalla Sicilia all’Africa centrale 3.706,08 chilometri. La Cannaiola misura circa 13-14 cm e presenta una colorazione marroncino, molto chiara, del piumaggio; le zampe sono scure anche se di colore molto variabile dal bruno al grigio. E’ un uccello tipico del canneto, prettamente insettivoro e che quindi si ciba di piccoli insetti, come zanzare, libellule, larve, ecc; essa è la specie che il Cuculo parassita più spesso, infatti, questo ultimo approfittando di un momento d’abbandono del nido vi depone un uovo, che la cannaiola non riconosce e cova con la stessa assiduità riservata alle proprie uova. Alla schiusa il giovane cuculo con uno sforzo incredibile, in relazione alle sue minute dimensioni, scaraventa fuori dal nido le uova della cannaiola assicurandosi così le cure esclusive dei genitori adottivi.
    La notizia del ritrovamento è stato comunicata in questi giorni dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) a cui confluiscono tutti i dati rilevati durante le diverse attività di inanellamento. L’Ente che nella Repubblica Centrafricana si occupa dell’inanellamento è invece il Centro di Ricerca sulla Biologia delle Popolazioni di Uccelli (C.R.B.P.O.) del Museo Nazionale di Scienze Naturali di Parigi che dal 1954 si occupa di ricerca sulle migrazioni dei mammiferi e degli uccelli.
    L’attività di inanellamento viene condotta a Pergusa ormai da anni ed è diretta dal prof. Bruno Massa, docente di Zooecologia e Biodiversità dell’Università di Palermo che si avvale della collaborazione della dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università di Enna Kore. Il prossimo inanellamento verrà eseguito il primo agosto con la presenza del dott. Natalino Cuti.-


    L’inanellamento e’ una tecnica di ricerca scientifica basata sul marcaggio individuale degli uccelli attraverso dei piccoli anelli. Dopo essere stati estratti dalla rete, in cui restano per breve tempo poichè i ricercatori passano molto frequentemente a controllarle, gli uccelli vengono posti individualmente in sacchetti di tessuto morbido, all’interno dei quali si tranquillizzano evitando così di farsi male fino al momento dell’inanellamento. Le misure biometriche vengono fatte nel più breve tempo possibile e maneggiando delicatamente gli animali, alla fine delle misure, il rilascio è immediato.
    Ciascuna ripresa di un uccello inanellato, attraverso la ricattura e il successivo rilascio, ci dira’ molto della sua vita, ed in particolare dei suoi spostamenti, consentendo così di definirne le rotte di migrazione ed di identificarne le aree di sosta, fornendo quindi informazioni cruciali per la pianificazione di sistemi integrati di aree protette utili alle varie specie. Gli uccelli migratori durante i loro lunghi voli attraversano liberamente le frontiere e quindi costituiscono un bene che appartiene all’intera comunita’ internazionale. La creazione di una rete integrata di stazioni coordinate e di Centri nazionali di inanellamento e’ risultata indispensabile per gestire in maniera efficace questi studi in tutta Europa. A garanzia di un efficiente coordinamento tra queste strutture e’ stato istituito l’EURING, l’Unione Europea per l’Inanellamento (European Union Ring) che ha sede in Olanda.
    La Repubblica Centrafricana è uno Stato dell’Africa centrale che dal punto di vista economico è tra i paesi più poveri del mondo perchè viene martoriato dalle continue guerre civili; mentre dal punto di vista naturalistico è uno dei paesi più ricchi in diversità biologica. Ha una grande varietà di biotopi: dalla savana arbustiva alla foresta pluviale primaria; di conseguenza sono molte le specie vegetali ed animali che ospita. Per questo molti ricercatori lo scelgono come luogo di ricerca scientifica investendo molte energie anche nel sensibilizzare le popolazioni locali che il loro territorio è una risorsa unica da tutelare.

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