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  • Un sogno durato troppo poco?

    Pubblicato il settembre 28th, 2007 Max 1 commento

    di Arturo Monaco
    C’era una volta un gruppo di ragazzi con l’ardente desiderio di raggiungere la vetta più alta del paese. Con questo intento, si mettono d’impegno, fanno sacrifici e riversano tutte le loro forze nei duri allenamenti di alpinismo. Quando sono pronti e decisi partono. C’è chi ci ha creduto poco, chi affatto. Ma c’è anche chi ci ha creduto davvero, segue l’impresa e vive la scalata insieme a loro. Gli alpinisti sono a metà strada, la vetta è ancora lontana, ma adesso si chiede loro di scendere, abbandonare tutto e rimandare la scalata, perché quella montagna non va bene.
    Una storia come tante, magari lontana e irreale. Ma non sempre la realtà è tanto diversa. Basti pensare a quanti ostacoli si frappongono tra un giovane e i suoi studi, tra un disoccupato e l’ambito lavoro, tra un atleta e la sua realizzazione agonistica. Se poi l’atleta in questione è un nuotatore e l’ostacolo è la mancanza di una piscina, le cose si complicano e la sfida ha un prezzo più alto.
    È ciò che è avvenuto a Enna e diventa sempre più evidente ora che la stagione agonistica natatoria è appena cominciata, per tutti tranne che per gli atleti ennesi. Questi infatti si sono visti togliere, ormai da giugno, la piscina comunale, pregiudicando la costanza dei loro allenamenti, la loro partecipazione alle gare nonché la loro stessa affermazione in questo sport.. Il motivo? Lavori di ristrutturazione dell’impianto, ormai datato e che necessita di modifiche necessarie, quali l’allargamento delle corsie, che ora verranno portate a cinque effettive, sostituzione di impianti idraulici, pavimenti, rivestimenti della vasca e delle pareti, creazione di un sistema di aerazione. Insomma una serie di accorgimenti lunghi da eseguire, ma indispensabili. Negli ultimi anni infatti l’obsoleta piscina ha visto aumentare vertiginosamente l’utenza, con un conseguente sovraffollamento della vasca.


    Sono partiti corsi di nuoto per ogni età, lezioni di acquagym, corsi di sub. E ora si richiede un miglioramento del servizio offerto. Ma cosa ha attirato così tanta gente attorno a un movimento che fino a poco tempo fa contava poco o nulla nell’intera provincia?
    Si potrebbe pensare a un’intensa attività di propaganda da parte del Comune o all’improvvisa “tendenza” di avere il fisico del nuotatore. Ma forse è più realistico credere che il fenomeno derivi da un altro motivo, un fatto più graduale, più radicato e decisamente più convincente: la crescita dell’agonismo. Ebbene sì. La nascita delle diverse squadre di nuoto, Pol. Murgano e Openline su tutte, il loro sviluppo, la loro affermazione sono stati come una calamita per i tanti genitori che hanno condiviso i sacrifici dei figli, per gli amici degli atleti che sono rimasti affascinati dalla caparbietà dei loro coetanei, per i nuovi istruttori che si sono lasciati trasportare dall’entusiasmo che ha regnato sovrano nella vasca.
    Una squadra per tutte, la società Openline, dal 2000, anno della sua nascita, ha continuato a inseguire risultati sempre più alti. Ha cominciato con la partecipazione alle competizioni Uisp (Unione Italiana Sport Per tutti), per poi vincere due volte il campionato regionale e la Coppa di Lega Uisp. Si è cimentata in gare FIN, ha partecipato ai Campionati Nazionali, ma soprattutto ha creato un gruppo compatto, la cui vera forza è stata l’amicizia. Sì, perché il nuoto non è solo agonismo. È vivere insieme ad altri, confrontarsi con i più forti, rispettare il compagno come l’avversario, imparare a fare sacrifici e rinunce. La squadra è il luogo in cui si creano le competizioni stimolanti, la necessaria interdipendenza umana, il senso di appartenenza e soprattutto i vincoli di amicizia indissolubili, quella amicitia quae ad senectutem usque firmissima durat tanto esaltata da Quintiliano, solida perché nata grazie a un medesimo percorso di vita.
    Ma ora questo idillio tende a svanire. Le difficoltà che derivano dalla mancanza di un impianto sono enormi. Si è costretti a trasferirsi in una piscina vicina, come quella di Caltanissetta (ancora senza garanzie di ‘ospitalità’), con i conseguenti oneri sia economici che pratici, come l’impossibilità di alcuni ragazzi di continuare a nuotare senza pregiudicare i loro studi. Il salto di qualità dell’impianto potrebbe avere un caro prezzo: la perdita definitiva di quegli atleti che ne hanno fatto un punto di riferimento per la città. È un punto un po’ trascurato dall’Amministrazione Comunale, apparentemente obbediente alla legge business is business. Non importa se una stagione, o quasi, di stop disgregherà le squadre, vanificando gli sforzi e i successi ottenuti. Sì, perché i lavori dovrebbero essere chiusi entro febbraio 2008, più un margine di tempo indeterminato riservato ai controlli delle acque. Si arriverà così ad aprile, con 6-7 mesi di allenamento in meno sulle spalle, alle soglie delle competizioni più importanti della stagione.
    Non mi resta che la speranza di veder mobilitato il movimento natatorio e sportivo tutto, non tramite manifestazioni e striscioni, che sembrano non toccare nessuno, ma continuando a coltivare un sogno. una passione che è vera e intramontabile, al di là di ogni ostacolo, con tutti i sacrifici possibili. D’altronde gli alpinisti costretti a scendere dalla vetta più alta del paese, non si sono arresi. Si sono mossi e sono andati a scalare la vetta più alta del mondo.

     

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