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  • Un 2009 di riscossa

    Pubblicato il Gennaio 1st, 2009 Max Nessun commento

    di Tony La Rocca
    Cari Lettrici e Lettori, il 2008 è stato un anno tremendo, ma estremamente istruttivo. La dura lezione appresa è che anche gli “addetti ai lavori” possono essere travolti dalla crisi finanziaria. Il miglior insegnamento che si può trarre è quello di prenderci maggior cura del nostro risparmio e scegliere in maniera più selettiva coloro a cui lo affidiamo. Molti risparmiatori hanno compreso in pieno questa necessità ed hanno deciso di essere loro i protagonisti della gestione delle proprie finanze. Ecco perché il 2008 ha visto una fuga record dal risparmio gestito ed ecco perché i corsi di trading stanno avendo così tanto successo.
    Il 2009 sarà l’anno della riscossa. Lo sarà per tutti se, come mi auguro, le Borse inizieranno il tanto atteso rally, visto che è ormai chiaro che i Governi dei Paesi maggiormente industrializzati si impegneranno allo spasmo pur di salvare le loro economie in crisi. Lo sarà ancor di più per coloro che inizieranno a prendersi cura attivamente dei propri risparmi. Dunque la riscossa nel 2009 è possibile, purché si abbia il coraggio di diventare maggiormente indipendenti nella gestione del proprio patrimonio, rendendosi conto che le banche sono ormai divenute “supermercati di prodotti finanziari” e che non assicurano quell’imparziale consulenza che tanto promettono. Il 2009 sarà un anno di scelte, per i governanti, per i manager d’azienda, per gli operatori di mercato, ma soprattutto per i risparmiatori. Abbiate il coraggio di diventare finalmente gli unici amministratori di voi stessi, in campo finanziario. Qualunque cosa facciano i mercati, dunque, il 2009 deve rappresentare la riscossa dei risparmiatori. Che il 2009 sia propizio a chi sa scegliere!
    L’ERA DI OBAMA INIZIA DAL PASSATO
    A fine Gennaio Barack Obama e la sua squadra, si insedieranno alla Casa Bianca e così inizierà l’era del nuovo presidente, un’era che, salvo grossi errori o scandali, potrebbe facilmente estendersi a più di un mandato, data la grande voglia di cambiamento che dilagata negli Stati Uniti. La nuova era di Obama vedrà sia negli Stati Uniti, sia nel resto del mondo industrializzato, un ritorno al passato, cioè un forte intervento dei Governi nell’economia e nella finanza, per salvare banche ed aziende, ma anche per aiutare le fasce sociali maggiormente in difficoltà. Questa nuova fase economica dovrebbe vedere almeno un tentativo serio di rimbalzo da parte delle Borse, anche in considerazione della forte discesa dei tassi di interesse, che proseguirà ancora. –


    Con uomini nuovi, con la forza della politica schierata a senso unico, con il prezzo del petrolio crollato e con il costo del denaro praticamente azzerato, ci sono tutti gli ingredienti perché la Borsa americana e le altre al seguito, anticipando gli eventi, tentino una rialzo basato sulla constatazione che il peggio sia passato o perlomeno vicino alla fine. Già diversi titoli azionari in questo finale di 2008 danno segni di ripresa.
    Segnali deboli, ma che iniziano ad essere chiari. Determinante sarà la tempestività nel cogliere tali momenti che, se ben gestiti, dovrebbero rappresentare un’ottima occasione per riscattarsi dalle perdite subite in questo terribile 2008.
    LE OCCASIONI DEI TASSI ZERO
    Non riteniamo che la Banca Centrale Europea possa azzerare il costo del denaro, ma dovrebbe comunque ridurlo ulteriormente. Ciò favorirà nel 2009 chi dovrà chiedere prestiti o vorrà rinegoziare un precedente prestito a tasso fisso. Le banche molto probabilmente saranno più disponibili a rivedere la situazione debitoria dei clienti. Per quanto riguarda l’investimento obbligazionario, nel 2009 arriverà il momento per passare dai titoli a tasso fisso a quelli a tasso variabile. In area Euro, per i primi mesi del 2009 converrà ancora scegliere investimenti a breve e a tasso fisso, ma appena si avrà la sensazione che i tassi avranno raggiunto i minimi, il tasso variabile diventerà sicuramente più allettante.
    ATTENTI ALLE VALUTE
    Il Dollaro americano farà i conti con due forze opposte: la sua natura di bene rifugio (alla pari dell’oro) che spingerà per il suo apprezzamento e la probabile intenzione di svalutarlo delle Autorità statunitensi, per restituire competitività all’industria americana. Inoltre il triliardo e più di Dollari che verranno spesi per sostenere l’economia, non potrà non pesare sul debito pubblico a stelle e strisce. Attenti anche alla Sterlina, specie per coloro che vi hanno investito attratti da un maggior rendimento rispetto all’Euro, che ormai non esiste più. Auguri a tutti. Per chi vuole scrivermi può farlo all’indirizzo: alarocca66@gmail.com

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