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  • Tutto, tranne una sana gestione dei rifiuti

    Pubblicato il agosto 2nd, 2007 Max Nessun commento

    di Franco Ferragosto
    L’Ato rifiuti nasce per ottimizzare i servizi, per ridurre i costi, per avviare la raccolta differenziata seria e capillare e per ridurre il conferimento in discarica. In un parola nasce per creare tra i Comuni una GESTIONE OTTIMALE del servizio di raccolta dei rifiuti nell’interesse degli utenti e nel rispetto dell’ambiente. Risultato: 1) il servizio è peggiorato (addirittura nei giorni festivi non viene più erogato il servizio ed i Sindaci non lo sanno !!! (loro che pure hanno approvato l’affidamento del servizio a Sicilia Ambiente, affidamento poi ratificato dal CDA); 2) i costi a totale carico dei cittadini sono notevolmente aumentati; 3) la raccolta differenziata è addirittura inesistente in diversi Comuni e viene pagata la penale; 4) i Comuni hanno garantito il pagamento di parecchie mensilità dei dipendenti ATO ricorrendo a delle anticipazioni consistenti di cassa; 5) notevole contenzioso legale; 6) ripartizione dei costi tra i Comuni incomprensibile( 0,44 Assoro e 1,67 ad Enna); 6) violazione di ben 10 leggi (decreto Ronchi 22/97, decreto 158/99, decreto 152/ 2006, finanziaria 2007, decreto 267/2000, decreto 212/200, statuto dei diritti del contribuente, ecc.).
    I soci dell’ATO (i Sindaci di tutti i Comuni della provincia di Enna, in uno al Presidente della Provincia) provvidero a determinare ed ad approvare da sé le richiamate tariffe, piuttosto che provvedere alla formazione di un bilancio di previsione, e predisporre un piano economico da trasmettere, ex art. 8 D.lgs 158/99 poi, ai Comuni, affinché questi provvedessero ad approvarle. Di fatto, i Soci dell’ATO si sono sostituiti ai Consigli comunali nella istituzione e determinazione delle tariffe, esautorandone le funzioni con violazione del Decreto 267/200 sulle competenze del consiglio comunale a determinare le tariffe per la fruizione di beni e servizi. Si è violato il principio di irretroattività in materia tributaria (statuto dei diritti del contribuente) legge 212 del 2000, sancito dalle sentenze della Corte Costituzionale n. 37 del 2004 e del Consiglio di Stato n. 6400 26/10/2006). Le tariffe infatti non risultano approvate entro il termine per l’ approvazione del bilancio di previsione. Si è pure violato l’art. 23 della Costituzione che stabilisce che il prezzo di un servizio pubblico essenziale – anche ove qualificato come tariffa – costituisce una prestazione imposta ed il relativo potere impositivo deve avvenire nel rispetto della normativa di settore, trattandosi di materia coperta di riserva di legge.
    In data 11.12. 2006 i soci dell’ATO, in palese contrasto con le normative citate, provvedono ad approvare le tariffe relative all’anno 2006 e all’anno 2007; tale determinazione viene adottata dai Soci dell’ATO, sul presupposto della vigenza dell’art. 238 del D.lgs 152/06, comma 3, ove è prescritto che “la tariffa è determinata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del suddetto decreto, di cui al comma 6, dalle Autorità d’ambito ed è applicata e riscossa dai soggetti affidatari del servizio di gestione integrata, sulla base dei criteri fissati dal regolamento di cui al comma 6….”. Appare fin troppo evidente l’illegittimità delle suddette tariffe determinate in base all’art. 238 in mancanza dei regolamenti attuativi di cui al comma 6; ma ancora più grave appare la circostanza, atteso che nessun regolamento ancora è stato emanato, di non avere preso in considerazione il disposto del comma 11, del citato articolo che riporta testualmente: “sino alla emanazione del regolamento di cui al comma 6 e fino al compimento degli adempimenti per l’applicazione della tariffa continuano ad applicarsi le discipline regolamentari vigenti”. In una parola FA LLIMENTO TOTALE.
    L’attuale “querelle” ATO rifiuti è il frutto di tre anni di gestione pessima ed allegra del servizio di igiene ambientale, gestione improntata su sprechi, spese incontrollate, costo del servizio che, nel capoluogo, improvvisamente, impenna nel 2003, uso frequente di sistemi clientelari, su cui gli Organi di controllo stanno già indagando. Il costo aumenta con l’appalto che viene esternalizzato all’Altecoen srl di Enna, oggi Sicilia Ambiente, con contratto stipulato il 21 Ottobre 2002 .
    Con una vessazione dei cittadini dell’intera provincia che si sono visti recapitare bollette che in media sfiorano aumenti del 200% per le utenze domestiche e nel settore artigiano, commerciale ed industriale addirittura gli aumenti arrivano al 600%.
    I danni prodotti sono ingenti e gravi Se da un lato ATO ENNA EUNO è diventata la piu’ grossa azienda della Provincia di Enna con uno staff amministrativo e tecnico così numeroso e folto che non si riesce a capire e giustificare, dall’altro lato i debiti accumulati nel breve periodo fanno intravedere una Società agonizzante, che presenta tutte le caratteristiche per le quali un gruppo dirigente “diligente” e “responsabile” dovrebbe ricorrere al deposito dei registri in Tribunale per la dichiarazione di fallimento della stessa. Invece avviene tutto il contrario!!!! Prima il C.d.A. di “esperti”, poi il C.d.A. dei deputati ed onorevoli, adesso il C.d.A. dei Sindaci con mandato a termine (scaduto il 14 Maggio in occasione del rinnovo di diversi Consigli Comunali): in tutti prevale un senso di difesa ad oltranza di un sistema ormai al collasso!! Nemmeno l’assemblea di ATO ENNA EUNO, costituita da tutti i Sindaci, riesce a fare meglio. Purtroppo nemmeno la gran parte dei Consigli Comunali, attori ed autori del potere costituzionale di determinare le tariffe, perché diretti rappresentanti dei cittadini, riescono a fare meglio. Anzi, tutti danno l’impressione di essere prigionieri di un sistema che tentano di criticarlo, ma non lo fanno e non si capisce il perché. Con il loro complessivo comportamento, non si capisce se i Sindaci, gli Assessori ed i Consiglieri, tutti eletti democraticamente e rappresentanti dei loro elettori, oggi continuano a rappresentarli o se, con il loro comportamento omissivo e remissivo, fanno effettivamente gli interessi dei loro rappresentati.

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