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  • Tutta colpa dei Sindaci

    Pubblicato il settembre 29th, 2007 Max 3 commenti

    di Massimo Greco
    La vera responsabilità di ciò che sta portando al sostanziale fallimento dell’ATO rifiuti va individuata in capo ai Sindaci della provincia di Enna. I Sindaci infatti, per la verità non tutti, pensavano di togliersi il peso della storica gestione dei servizi d’igiene ambientale con l’avvento della gestione integrata mediante ambiti territoriali ottimali. Pensavano di non dover più concorrere nella compartecipazione al costo della tariffa (ieri Tarsu) avendo trasferito all’ATO non solo i servizi, le risorse umane e quelle strumentali, ma tutta la titolarità del servizio. Pensavano, quindi, di non dovere più dare conto ai cittadini su questa tipologia di servizio. Alcuni Comuni, addirittura, hanno pure commesso il grave errore di appaltare il servizio, nelle more del trasferimento all’ATO, con costi enormi, sorvolando su chi, in futuro, avrebbe dovuto pagare tali costi. Altri ancora, che avrebbero dovuto trasferire il personale dipendente impegnato da sempre in tali servizi, hanno studiato rocambolesche formule per rinunciare a tale impegno, così costringendo l’azienda appaltatrice ad assumere ex novo operatori ecologici con ovvie ricadute sul costo complessivo del servizio.

    Trasferito tutto il servizio all’ATO sono cominciati ad emergere uno ad uno i problemi con effetto domino per la gestione della sopravvenuta Società Enna-Euno. La responsabilità dei Sindaci è riscontrabile anche nella qualità di semplice socio della ATO, allorquando nulla hanno fatto per impedire tutto ciò di cui ha parlato recentemente il Collegio dei Revisori in ordine ad una gestione allegra della Società. I Sindaci dei nostri comuni hanno commesso il grave errore di non comprendere che la responsabilità politica non può essere né trasferita né privatizzata né esternalizzata e questo in considerazione del fatto elementare che il Comune è l’ente esponenziale degli interessi della comunità legittimato su base elettiva. I cittadini, giustamente, continuano a pretendere dal Sindaco le risposte ai propri bisogni e non possono accettare, come è avvenuto in questo caso, il comportamento di un Sindaco che scappa di fronte alle proprie responsabilità politiche per non essere riuscito né ad evitare il problema né a recuperare il danno. I recenti tentativi di alcuni Sindaci, nel frattempo cambiati, di tirarsi fuori dall’ATO meritano una riflessione più politica che giuridica sul modello di governance dei servizi pubblici locali e sulla capacità di alcuni nostri Amministratori di essere all’altezza del compito.

     

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