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  • “Tra società d’ambito e Sindaci soci è solo uno stucchevole gioco delle parti”

    Pubblicato il Febbraio 5th, 2013 Max Nessun commento

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    di Massimo Greco

    La vicenda dell’apparente conflitto tra Sindaci e società d’ambito “EnnaEuno” in ordine alla gestione complessiva della medesima società appare sempre più stucchevole. La questione delle tariffe degli anni precedenti non riscosse, la gestione delle risorse umane, l’internalizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti, l’elaborazione di un piano economico-finanziario e la connessa quantificazione del costo del servizio, sono argomenti tanto vitali quanto mal governati sia dagli Amministratori/Liquidatori che nel tempo si sono succeduti che dai soci Sindaci. In questa annosa vicenda, non si è mai voluto capire che la società d’ambito, pur essendo dotata formalmente di personalità giuridica, non è un soggetto differenziato dai Comuni soci. In una società di questo tipo, la cui istituzione, e relativa adesione, è avvenuta per volontà del legislatore, i Comuni soci esercitano un controllo gerarchico congiunto (cosiddetto controllo analogo) così intenso che può essere assimilato al controllo che i medesimi Comuni esercitano sulle proprie strutture interne. In tal contesto, infatti, non si è in presenza di una rapporto di tipo contrattuale tra la società d’ambito e i Comuni soci, difettando la qualità di terzo in capo al soggetto affidatario del servizio. Si è in presenza soltanto di un rapporto organico o di delegazione interorganica, ed è per questo motivo che l’eventuali controversie che sorgono non possono che configurare vicende tutte interne alla pubblica amministrazione. La presenza di più Comuni soci non deve affievolire l’esercizio doveroso del controllo analogo congiunto sull’operato della società d’ambito, atteso che detto controllo deve intendersi assicurato anche se svolto non individualmente ma congiuntamente, deliberando se del caso anche a maggioranza, ma a condizione che il controllo sia effettivo e puntuale, dovendo il requisito del controllo analogo, imposto direttamente dal legislatore, essere verificato secondo un criterio sintetico e non atomistico. Postulato di questo potere di controllo di cui dispongono i Comuni soci è l’esercizio di altrettanti poteri di indirizzo, coordinamento e ispezione sulle specifiche attività affidate ope legis alla società d’ambito, poteri regolamentati di volta in volta dal relativo disciplinare di servizio. Se si avesse chiaro questo quadro di riferimento per disciplinare i rapporti tra Comuni soci e società d’ambito, non si assisterebbe alle periodiche, quanto bizzarre, diatribe a cui sono costretti ad assistere i cittadini-contribuenti della nostra provincia.

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