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  • Tra il dire e il fare c’è il M5S

    Pubblicato il Novembre 20th, 2016 Max Nessun commento

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    di Massimo Greco

    Non esistono governi popolari. Governare significa scontentare”. Quanto sostenuto da Anatole France sembra calzare perfettamente con la condizione attuale degli appartenenti al M5S di Grillo. Ogni qualvolta i militanti grillini si trovano al governo delle Istituzioni per dimostrare di sapere curare concretamente gli interessi pubblici vengono puntualmente al pettine i nodi di sempre. Quegli stessi nodi che hanno trovato lungo il proprio percorso i partiti o i movimenti che hanno raggiunto la maturità politica. Come dimenticare le aspettative e le speranze del popolo italiano verso il nascituro movimento berlusconiano del ’94.

    In tempi di crisi strutturale dei partiti, e della politica in generale, è facile “aggrapparsi” a chi insegue gli umori collettivi, a chi si schiera sempre dalla parte dei più o a chi riesce a differenziarsi dai vecchi modelli dell’agire politico. Del resto, e al netto di valutazioni antropologiche che tanto somigliano alla selezione della razza ariana, se società civile e società politica sono due facce della medesima medaglia, per quale motivo nello stesso contesto sociale, economico e culturale dovrebbero esistere gruppi organizzati di donne e uomini migliori degli altri? Con questo non si vuole affatto affermare l’appiattimento intellettuale verso l’ossimoro opposto e qualunquista del “tanto sono tutti uguali”, si vuole solamente stimolare una ponderata riflessione sulle dinamiche dei gruppi sociali e sulle loro trasformazioni depurata da luoghi comuni e valutazioni emozionali.

    Ora, scendendo lungo la scala di astrazione, evidenti e diffusi sono i casi in cui si presentano le occasioni che irrobustiscono la teoria secondo la quale “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Infatti, senza scomodare le vicende del Sindaco capitolino Raggi, del Sindaco di Livorno Nogarin, del Sindaco di Gela Messinese, del Sindaco di Bagheria Cinque o di come è stato inteso dal M5S il costituzionale “metodo democratico” per sbarazzarsi del Sindaco di Parma Pizzarotti, o ancora più recentemente la vicenda delle firme false nella città di Palermo, appare evidente il gap tra un’azione politica limitata solamente a cavalcare la riduzione dei costi della politica e un’azione politica volta a tradurre in atti concreti (legislativi e amministrativi) proclami e propaganda elettorale.

    L’ulteriore conferma di questa analisi arriva anche dal Sindaco di Pietraperzia Bevilacqua, del quale non è passata inosservata la laconicità con la quale ha affrontato le vessate e sentite questioni della gestione integrata dei servizi idrici e rifiuti. Su queste due vere e proprie calamità per il territorio ennese ci si sarebbe aspettati da un Sindaco grillino un’azione di governo decisa e determinata a favore dei cittadini/contribuenti. Così non è stato visto che, addirittura, in sede di Assemblea Territoriale Idrica è risultato assente alla trattazione del problema “partite pregresse” sollevato dal Sindaco di Enna.

    Che dire, “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il M5S”!

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