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  • Toponomastica sì, improvvisazione nò!

    Pubblicato il agosto 4th, 2007 Max Nessun commento

    di Libero
    Il vocabolo “toponomastica” di per sé ha origini antiche, greche per l’esattezza; deriva, infatti, da topos “luogo” e onoma “nome”. E greca è l’origine di molti toponimi italiani, che affondano le proprie radici addirittura nella mitologia. Altri sono connessi con le dominazioni dei conquistatori che si sono succeduti nella Penisola, dai Fenici agli Arabi agli Aragonesi ai Normanni. Altri ancora discendono da remote origini indoeuropee, peraltro comuni a tutte le lingue occidentali; molti toponimi, infine, si ricollegano alla geomorfologia o alle caratteristiche climatiche locali. La toponomastica è, quindi, lo studio dei nomi dei luoghi, della loro origine e della loro evoluzione; oltre ai nomi di città e località abitate essa esamina gli idronimi, nomi di fiumi e altri corsi d’acqua, i limnonimi, nomi dei laghi, gli oronimi, nomi dei monti e degli altri rilievi, i coronimi, nomi di suddivisioni amministrative e strade. L’Antroponimia è lo studio dei nomi propri delle persone e che ha notevole rilevanza per la storia politica, culturale, delle istituzioni e del costume. La toponomastica è quindi importante per la memoria di una comunità e strumento necessario per individuare i tratti identitari di un Paese, di una Città, di una borgata, ma anche di un singolo quartiere. L’uso accorto della toponomastica è auspicabile da parte del Comune proprio per non generare confusione in un settore che tocca, più di tanti altri, l’identità di una comunità. Il Comune di Enna si è recentemente avventurato in questo settore generando un vespaio di polemiche, ciò anche a seguito di alcuni incomprensibili cambiamenti e sostituzioni di vie cittadine. Esemplificativo è il cambio di un pezzo della Via Orfanotrofio con una di recente istituzione, Via Avv. Termine. Non sarebbe più opportuno, così come avviene in tanti altri Comuni d’Italia, consultare preventivamente persone e/o esperti del quartiere di riferimento prima di sopprimere o cambiare, come fulmini a ciel sereno, denominazione alle Vie della Città? E’ mai possibile che la partecipazione, tanto sbandierata dal nascituro partito democratico, s’infrange puntualmente nella pratica di governo dei nostri rappresentati comunali?

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