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  • TIA, TARSU, TARES, TRISE, TARI hanno in comune la “T” di Tassa

    Pubblicato il Novembre 22nd, 2013 Max Nessun commento

    da ViviEnna.it

    Chiediamo al Dott. Massimo Greco, studioso di politiche pubbliche locali, lumi su cosa i Comuni dovrebbero basare la propria capacità impositiva di fine anno per assicurare la copertura finanziaria del costo del servizio di raccolta dei rifiuti. 

    Fermo restando che a pagare è sempre il cittadino-contribuente il saldo di fine anno sarà particolarmente salato come si dice in giro?

    L’ammontare complessivo della tassa sui rifiuti per l’anno in corso 2013 sarà certamente più oneroso rispetto agli anni precedenti perché il legislatore con l’introduzione della TARES ha previsto una maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato riservata allo Stato e versata in unica soluzione in occasione dell’ultima rata del tributo.

    I Comuni potranno ritornare alla TARSU per co-partecipare al costo del servizio attingendo dai rispettivi bilanci?

    E’ controversa questa possibilità e il legislatore ha creato un vero e proprio ginepraio normativo nell’ultimo periodo. Vero è che con la TARES il Comune è obbligato a riscuotere dai contribuenti il 100% del costo del servizio a differenza della TARSU in cui tale obbligo non esisteva a vantaggio dei contribuenti, tuttavia bisogna tenere conto che lo Stato per l’anno in corso non ha affatto rinunciato alla prevista maggiorazione di 0,30 euro per metro quadro. In sostanza il ritorno alla TARSU farebbe venire meno tale maggiorazione, possibilità questa non prevista almeno per il 2013.

    E quindi i Comuni non potranno ritornare al previgente regime di prelievo TARSU per favorire i contribuenti?    

    Penso proprio di no. I Comuni saranno costretti ad introdurre la nuova TARES assicurando il gettito richiesto dallo Stato e facendo gravare sui contribuenti l’intero costo del servizio. L’unica novità, per la verità assai poco influente, è che i Comuni potranno determinare i costi del servizio e le relative tariffe sulla base dei criteri previsti e applicati nel 2012. Ma in Sicilia, come sappiamo il costo del servizio è determinato dalle società d’ambito e non dai Comuni, i quali potranno solamente disciplinare l’articolazione tariffaria per tipologie di contribuenti.

    Ma alcuni Comuni, come Regalbuto ad esempio, hanno deciso di ritornare alla TARSU…

    E’ un salto nel buio che potrebbe facilmente generare un contenzioso non solo con i contribuenti ma con l’Agenzia delle Entrate, interessata per conto dello Stato ad esigere la citata maggiorazione di 0,30 euro per metro quadrato.

     

     

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