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  • TIA: Tariffa o Tassa?

    Pubblicato il settembre 23rd, 2007 Max 5 commenti

    di Massimo Greco
    La nuova tariffa prevista dal Codice dell’Ambiente al comma 4 dell’art. 238 riprende quasi alla lettera il comma 4 dell’art. 49 del Dlgs n. 22/97. Vista la sua natura di corrispettivo, alla tariffa andrebbe applicata l’IVA nell’aliquota del 10%. “In realtà, la natura giuridica del prelievo tariffario non è affatto pacifica, perché esso si configura come un’obbligazione coattiva avente per presupposto la funzione inderoagabile dei servizi pubblici forniti in regime di monopolio, il che pone soggetti attivi e passivi all’interno di una logica di tipo pubblicistico, legata a doppio filo all’interesse generale costituito dalla tutela igienico-ambientale della realtà urbana. –

    Detto questo, siamo quindi in presenza di un’imposizione tributaria, e non del corrispettivo di un contratto privatistico che l’utente stipulerebbe liberamente per godere di un servizio pubblico” (Carmine Mangone in “L’acceleratore di conoscenze su ambiente ed energia”). “Nonostante gli evidenti caratteri pubblicistici si seguita a definire il prelievo come un’obbligazione civilistica da liquidare con fattura, senza che l’ente pubblico disponga di effettivi poteri di controllo e di sanzione salva la fattispecie di violazione del regolamento comunale” (Giampaolo de Paulis in “ La Tariffa Ronchi”, L’Italia dei Comuni, luglio/agosto 2007). Tali considerazioni sono state confermate dalla Corte di Cassazione che ha sancito la competenza del Giuidice tributario e non di quello ordinario a decidere sulle controversie inerenti la TIA e successivamente ha riconosciuto alla tariffa natura di prestazione patrimoniale imposta, dunque sostanzialmente tributaria (Cass. sent. n. 4895 dell’8/03/2006 e sent. n. 17526 del 9/08/2007). “Attesa la suddetta natura, ne consegue, altresì, che l’imponibile richiesto non va assoggettato ad IVA, poiché diversamente si verificherebbe una illegittima duplice imposizione, rappresentata, da un lato, dal pagamento della tariffa, dall’altro, dal pagamento dell’IVA” (Commissione Tributaria Prov.le Enna, sez. I°, sent. n. 49/1/2006).

     

    5 responses to “TIA: Tariffa o Tassa?” Icona RSS

    • In teoria lo spirito della nuova tariffa di igiene ambientale si dovrebbe ispirare ad un orientamento ambientalista e ad un sistema di calcolo più equo e razionale, dove chi produce più rifiuti (quindi chi più inquina) paga di più.
      Infatti una delle novità più significative della nuova tariffa riguarda, per le utenze domestiche, una diversa modalità di calcolo della tariffa che sarà effettuato anche in base al numero dei componenti il nucleo familiare e non più solo in base ai metri quadri dell’abitazione.
      Una diversa ripartizione interesserà anche le imprese che pagheranno anche in base alla categoria merceologica di appartenenza.
      Ci saranno quindi famiglie ed imprese che pagheranno di più e famiglie ed imprese che pagheranno di meno rispetto al passato.
      La cosa che più mi preoccupa è che la tariffa viene determinata annualmente dalla Giunta Comunale!!

    • Non ho attenzionato molto bene la tariffa prevista dal Codice dell’Ambiente al comma 4 dell’art. 238. Se però la raccolta differenziata fosse stata effettuata sul serio e con competenza, le tariffe applicate avrebbero rispettato dei criteri di equità e di razionalità. Più contribuisci alla raccolta differenziata e più vieni premiato. In sostanza il rifiuto, da “peso” deve trasformarsi in “Risorsa”.

    • La TIA non è una tariffa, ma, almeno per il 50% è un’imposta.
      Siccome i criteri di calcolo prevedono che per la metà venga calcolata tenendo conto della superficie dell’alloggio e per l’altra metà in funzione del numero delle persone ivi abitanti, si verifica ad esempio, che due nuclei familiari identici abitanti in appartamenti d’ identica superficie, ma uno con reddito di 300.000 euro e l’altro di 30.000, concorrono in modo uguale alle spese per la spazzatura e lavarura delle piazze comunali.
      Ciò, a mio avviso, presenta elementi d’incostituzionalità,per cui non riesco a comprendere come finora, le varie assocazioni di consumatori non abbiano posto tale questione alla Corte.
      Anche la Cassazione è pervenuta alla determinazione che la TIA sia assimilabile ad un tributo,per cui non sarebbe applicabile l’IVA, come invece avviene attualmente.

    • Vorrei sottoporre all’attenzione di romy questa mia riflessione sull’argomento:
      http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/27392.html

    • la TIA è una tassa in quanto non c’è possibilità di scegliere se aderire o meno al servizio di raccolta rifiuti ( e non per esempio come prendere il tram o andare a piedi).
      è dovuta per il semplice possesso di un locale (come l’ICI) per cui si presume che si producano rifiuti e non te ne puoi liberare…
      Non ci vuole tanto a capirlo: se è coattivo è una tassa, se c’è libertà di scelta è una tariffa; indipendemente dal modo di calcolare la TIA (che semmai serve solo a fornire più equità nei pagamenti, chi produce di più paga di più)


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