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    Pubblicato il Marzo 31st, 2017 Max Nessun commento

    Beatrice Pecora, criminologa

    Con Stalking si indica una condotta penalmente rilevante introdotta da recente.

    Il termine anglosassone indica degli atteggiamenti tenuti da un individuo che “stalkizza” (assilla) un’altra persona perseguitandola e provocandole ansia e paura, compromettendole la quotidianità. Condotta che configura il reato di “atti persecutori” ex art. 612-bis c.p., introdotto con il D.L. 23 febbraio 2009. In criminologia lo stalker viene classificato secondo la personalità del soggetto: risentito, bisognoso d’affetto, corteggiatore incompetente, respinto e predatore. La persecuzione avviene di solito tramite reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni. Lo stalking può nascere come effetto di un amore malato o di una relazione interpersonale. Esistono pochi stalker pentiti come Angelo: 60 anni, magazziniere a Milano. Voleva uccidere Maria, I’ ex fidanzata. Si è fermato grazie all’ aiuto degli psicologi dell’ Osservatorio nazionale dello stalking. La sua storia è diventata un libro “Confessioni di uno stalker pentito” scritto dalla giornalista Maria Grazia Mottola. Angelo confessa la sua esperienza di stalker, descrivendo nelle minuzie quali meccanismi e stati d’animo lo hanno portato a premeditare l’incubo di Maria. Grazie alla psicoterapia, impara a conoscere se stesso e a dare il giusto peso al dolore. Uomo o donna stalker va denunciato, i suoi disturbi psicologici se non curati possano portare a gravi ed irreparabili danni per se e per gli altri. Troppe mail o troppi sms indesiderati vanno conservati e portate a conoscenza delle forze dell’ordine come prove documentali. Importantissimo passo è raccontare qualsiasi episodio a qualche familiare o amico così da avere anche eventuali testimoni.

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