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  • TARSU o TIA? Caos rifiuti al Comune di Enna

    Pubblicato il agosto 13th, 2010 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Un aspetto che contribuisce non poco a generare confusione attorno alla questione della riscossione della tassa per la raccolta dei rifiuti ad opera del Comune di Enna, e che a mio parere è stato sottovalutato, riguarda la compresenza di due sistemi diversi di regolamentazione del prelievo tributario. Il primo è quello a cui fa riferimento la recente bollettazione TARSU, disciplinato con Regolamento del Consiglio comunale di Enna n. 110/1995. Il secondo è quello con cui il medesimo Consiglio Comunale con delibera n. 24 del 12/04/2006 ha inteso approvare e disciplinare l’applicazione della tariffa per la gestione dei rifiuti prevista dall’art. 49 del D.Lgs n. 22/97 e dal DPR n. 158/99. Il primo disciplina la TARSU, il secondo disciplina la TIA. La recente bollettazione, anche se non si evince dagli avvisi di pagamento ma si deduce dalla delibera di giunta n. 83 del 20/04/2010, sembra essere supportata dal primo Regolamento. Tuttavia il secondo Regolamento, con il quale si è disciplinata l’applicazione della TIA, è tuttora vigente per non essere stato nè annullato in sede giurisdizionale né revocato in autotutela dall’organo consiliare. La contestuale presenza dei due Regolamenti pone un serio problema di legittimità che si aggiunge a quello già illustrato circa l’incompetenza dell’organo che ha determinato l’aggiornamento della TARSU. Il vizio di legittimità dell’eccesso di potere per contradditorietà con precedenti determinazioni sembra infatti configurarsi in modo manifesto. Pacifico anche in questo caso l’indirizzo della giurisprudenza amministrativa secondo la quale “sussiste il vizio di eccesso di potere in caso di contraddizione con precedenti manifestazioni di volontà o con precedenti atti istruttori, in difetto di idonea motivazione sul punto; inoltre è illegittimo per eccesso di potere per contradditorietà il provvedimento che presenti contraddizioni o incongruenze rispetto a valutazioni della stessa amministrazione o quando sussistono più manifestazioni di volontà dello stesso ente che si pongono fra loro in contrasto” (Cons. di Stato, sez. IV, 22/09/2005, n. 5000), ed inoltre “la contradditorietà tra gli atti del procedimento, si può rinvenire solo allorquando sussista tra più atti successivi un contrasto inconciliabile tale da far dubitare su quale sia l’effettiva volontà dell’amministrazione” (Cons. di Stato, sez. IV, 6/07/2004, n. 5013). La mancata revoca del Regolamento che disciplina l’applicazione della TIA rende infatti illegittima non solo la citata delibera della giunta con la quale si sono aggiornate le tariffe della TARSU per l’anno 2010, ma anche la consequenziale emissione degli avvisi di pagamento. Peraltro, tra i due Regolamenti, in contrasto tra loro, quello che sembra più a rischio è proprio il primo, stante il contenuto soppressivo espressamente previsto nel secondo Regolamento che all’art. 45, secondo comma ultimo periodo, così recita: “Sono soppresse tutte le norme regolamentari che sono in contrasto con il presente Regolamento”.

    Pertanto il Consiglio Comunale di Enna, prima ancora di esercitare la propria competenza in ordine alla determinazione del prelievo tributario dovrebbe fare chiarezza sulla strumentazione regolamentare vigente. In disparte ogni ulteriore considerazione sull’automatico passaggio dalla TIA alla TARSU, visto che le scelte di fondo sono state rese irreversibili dall’art. 1, comma 184, della L. n. 296/2006. 

    La questione chiama in causa non solo gli amministratori ma anche la comunità locale. Ogni cittadino/utente mentre dispone del proprio patrimonio può agire in giudizio a tutela dello stesso, infatti “..l’applicazione della tariffa incide sul patrimonio dell’utente del servizio. Questi, pertanto, come titolare del diritto a disporre del suo patrimonio, deve riconoscersi altresì titolare di ogni interesse al puntuale rispetto delle norme che disciplinano l’approvazione della tariffa, con riguardo non solo alla misura in cui il suo patrimonio sarà colpito, ma anche al momento in cui ciò avverrà..” (Cons. Stato, sez. V°, sent. n. 6400 del 26/10/2006).

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