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  • Sulle grandi scelte i cittadini non contano

    Pubblicato il Ottobre 8th, 2010 Max 1 commento

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    Creative Commons License photo credit: Davanó

    di Massimo Greco
    Uno degli indicatori che viene analizzato per misurare il capitale sociale di una comunità è costituito dalla “partecipazione”, cioè dal grado di partecipazione dei cittadini nei processi decisionali attivati dalla pubblica amministrazione. Un altro indicatore, strettamente connesso, è rappresentato dall’applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale.

    Oggi, l’ente locale, facendo proprio tale principio di sussidiarietà, può farsi garante dell’equità dell’erogazione dei servizi ai cittadini, mutuare le priorità e i modelli di intervento, riconoscere un ruolo strategico al privato nella mappatura del territorio, nella definizione degli interventi e nella promozione, progettazione e gestione dei servizi. L’ente locale innovando le proprie pratiche di intervento, ed assumendo il ruolo di volano dello sviluppo, può generare un sistema di responsabilità, condiviso che attivi tutte le capacità e le competenze del territorio. Le politiche di concertazione, il coinvolgimento e la responsabilizzazione della cittadinanza, la programmazione, il monitoraggio del territorio ed il riconoscimento delle attività del privato sociale nella sua funzione di pubblica utilità sono la base del processo di costruzione di un partenariato vero con i gruppi sociali organizzati, che sia strumento di innovazione e miglioramento delle politiche sociali, ma nello steso modo, agente di sviluppo del territorio e dell’occupazione, oltre che strumento di coinvolgimento della cittadinanza e di affermazione di nuovi diritti.
    Sulla progettazione della piattaforma per il trattamento dei rifiuti in territorio di Assoro tutto questo non è avvenuto. E’ come se il cittadino non esistesse. Nessuna forma di partecipazione e, e questo è ancora più grave, nessuna forma di informazione. Nessuno ha infatti potuto illustrare in cosa consiste il progetto. Il legislatore non obbliga le Istituzioni locali a coinvolgere la cittadinanza, ma molti statuti presentano forme di partecipazione spinta. E, tuttavia, anche in presenza di queste previsioni statutarie, le comunità locali rimangono spesso succubi di scelte altrui, calate dall’alto, anche quando queste sono in grado di cambiare il volto di un territorio, come nel caso in specie. “Nel quadro della legislazione riguardante la realizzazione delle opere pubbliche e, in generale, l’adozione di atti che interessano grandi settori della popolazione, non esistono meccanismi atti ad informare preventivamente i cittadini delle decisioni amministrative e far comprendere loro le garanzie che vengono offerte dalla moderne tecnologie per scongiurare o comunque limitare gli inconvenienti che possono derivare dalla realizzazione delle opere pubbliche ed i vantaggi che possono derivare da esse alle stesse popolazioni locali” (Giovanni Virga, “Il metodo del notice and comment per la localizzazione di opere pubbliche”, Diritto,it, 14/12/2005). In altri paesi, primi fra tutti gli Stati Uniti, sono presenti a tal fine degli strumenti che sinteticamente sono stati-


    denominati di notice and comment, volti, appunto, a dare notizia ed a consentire una partecipazione delle popolazioni interessate e degli organismi esponenziali della collettività ai processi decisionali che riguardano la localizzazione di opere pubbliche di rilevante interesse. Nel nostro ordinamento, invece, mancano tali meccanismi. Una delle lacune più evidenti delle norme in materia di partecipazione ai procedimenti amministrativi contenute nella legge generale sul procedimento amministrativo è costituita dal fatto che, mentre una partecipazione cd. individualistica limitata ai proprietari dei terreni direttamente incisi dalla opere pubbliche, non è previsto alcun meccanismo di partecipazione delle comunità locali interessate nel caso di procedimenti di massa (o ad alto contenuto partecipativo) e cioè di procedimenti amministrativi che riguardano non solo e non tanto i singoli proprietari incisi dal provvedimento finale, ma intere comunità che sono comunque coinvolte. Per la verità la costituzionalizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale ha esteso i confini dell’interesse a partecipare al procedimento ed, eventualmente, ad agire, ma tuttavia un intervento integrativo del legislatore aiuterebbe a rendere più funzionali gli istituti di partecipazione.
    Buchanana e Tullock parlano di costi decisionali e costi esterni che intervengono sulle decisioni allocative senza che vi sia una regola ottimale della decisione collettiva da adottare, essendo questa collegata al tipo di decisione da assumere. Dobbiamo considerare che i rischi esterni derivati dal fatto che pochi decidono e gestiscano per molti è elevato in termini di inefficienza, soprattutto in presenza di opacità dell’informazione verso l’elettorato, anche a causa dell’eccessiva tecnicità, e di un assenza di controlli esterni adeguati e cooptati dall’elite politica e burocratica attraverso incarichi ed altre partecipazioni. A loro volta i burocrati, come dei normali manager, esaminano i vincoli a cui sono sottoposti e le opportunità che si presentano per perseguire non solo gli obiettivi aziendali ma anche gli interessi propri (Breton – Wintrobe), si tratta della classica ipotesi individuata da Tullock e Buchanan di “rendita parassitaria” legata in questo caso all’ampiezza dell’intervento nella alienazione dei beni pubblici, come avviene nel caso del patrimonio immobiliare. Si forma quindi un intreccio tra particolari gruppi di interesse, politici, burocratici che favorisce la ricerca della rendita (rent-seeking).
    Solo la trasparenza del procedimento permette un controllo sociale e può evitare la scrematura del mercato da parte del privato, che scegliendo la parte economicamente valida lascia alla pubblica amministrazione i servizi a più elevati costi o gli immobili di minor pregio attraverso accordi con i gestori amministrativi del procedimento e interventi normativi ad hoc.
    Meditate gente, meditate!

     

    1 responses to “Sulle grandi scelte i cittadini non contano” Icona RSS

    • Modelli di coinvolgimento dei cittadini
      nelle scelte pubbliche

      Un amministrazione pubblica che desideri, di sua iniziativa o su pressione della società
      civile, coinvolgere i cittadini nella formulazione delle proprie politiche, si trova oggi
      di fronte a una vasta gamma di possibilità, metodologie e strumenti, che sono stati sperimentati
      e affinati nel corso degli ultimi 10-20 anni in diverse parti del mondo. Le pratiche
      partecipative sono ormai raccomandate da molte organizzazioni internazionali, sono state
      promosse dai programmi europei (Urban e Leader, in primo luogo) e hanno fatto capolino
      anche nella legislazione italiana, soprattutto nel campo della riqualificazione urbana, delle
      politiche sociali e degli interventi per lo sviluppo locale. Esistono numerosi manuali che possono aiutare le amministrazioni pubbliche a districarsi nella crescente offerta di metodologie partecipative. In Italia gli studi empirici sui processi di partecipazione hanno cominciato
      a raggiungere, negli ultimi tempi, un estensione ragguardevole.
      Alla radice di questa diffusa ricerca e sperimentazione c è una comune percezione dello stato di crisi in cui versano le istituzioni della democrazia rappresentativa sia per l eclissi della democrazia dei partiti , sia
      per la diminuita affidabilità della concertazione centralizzata tra il governo e i grandi gruppi di interesse. Le esperienze di coinvolgimento di cittadini nelle scelte pubbliche costituiscono
      un tentativo di dare una risposta non populistica alla crisi della democrazia rappresentativa,nel senso che prefigurano percorsi strutturati (e, in qualche modo, regolati). E non costituiscono neppure una riproposizione di forme di democrazia diretta, dal momento che riconoscono generalmente alle istituzioni rappresentative il diritto all ultima parola.D altra parte il più classico istituto di democrazia diretta il referendum è guardato con sospetto all interno di tali tendenze, in quanto si tratta di una procedura di tipo aggregativoe non discorsivo.


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