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  • Sul preavviso di rigetto le Amministrazioni languono

    Pubblicato il agosto 6th, 2007 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    L’art. 10 bis (Comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza) della legge n. 241/90, come modificata con la legge n. 15/05, stabilisce che “Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l’autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti.
    La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo.
    Dell’eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale…”.
    Come è evidente, la disposizione sopra riportata prevede che, nei procedimenti ad istanza di parte, l’adozione del provvedimento negativo sia preceduta dalla tempestiva comunicazione agli interessati del cd. “preavviso di diniego”, contenente l’indicazione dei motivi che, ad avviso dell’Amministrazione procedente, si frappongono all’accoglimento dell’istanza.
    La giurisprudenza ha affermato che l’obbligo di comunicare tale “preavviso di rigetto” ha portata generale e trova applicazione in tutti i procedimenti ad istanza di parte (TAR Piemonte, sez. I°, 5 luglio 2006, n. 2737; TAR Sicilia, Palermo, sez. III°, 13 settembre 2005, n. 1528; TAR Sicilia, Catania, sez. II°, 23 marzo 2007 n. 518), di tal che l’omessa comunicazione del preavviso di diniego è causa di illegittimità del provvedimento amministrativo, ad eccezione di quei casi in cui la finalità di partecipazione al procedimento, cui la norma è diretta, sia stata in altro modo raggiunta, come avviene nell’ipotesi in cui l’istante abbia già prodotto nel corso dell’istruttoria tutta la documentazione con cui confutare analiticamente le tesi dell’Amministrazione e sostenere la fondatezza delle proprie ragioni (cfr. TAR Puglia, Lecce, sez. II, 24 agosto 2006, n. 4281; TAR Toscana, sez. II° , 2 luglio 2007, n. 1013).

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