La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • Suicidio assistito, la valutazione della psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb

    Pubblicato il Marzo 1st, 2017 Max Nessun commento

    Caso dj Fabo, la psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb spiega perché alcuni malati scelgono l’eutanasia e altri, invece, di continuare a vivere: “Chi decide di morire sta esercitando la propria volontà contro una condizione esistenziale insopportabile.

    Alla base di questo tipo di suicidio c’è il desiderio di tornare ad avere il controllo su di sé e sulla propria vita”. La Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta continua ad analizzare il caso e spiega: “Stare nel dolore o nel trauma richiede una capacità di sopportazione così grande che spesso deve diventare dissociazione della mente dal corpo. Ma non tutti ne sono capaci”. Aggiunge: “Certe condizioni di vita sono umilianti, e contrastano con l’essenza stessa della propria esistenza: Fabo non riusciva a identificarsi con la condizione fisica in cui era ridotto”. Com’è noto il dj Fabo è stato avviato e assistito alla morte in una clinica svizzera. “Ciò che scatta nella mente di un malato che decide di morire è una sofferenza così grande da superare la voglia di vivere, impulso connaturato agli esseri viventi, ma è anche una decisione forte e netta di rifiutare certe condizioni di vita. Il processo che incide maggiormente nella decisione di questo tipo di suicidio è proprio il desiderio di tornare ad avere il controllo su di sé e sulla propria vita” continua l’esperta. Ci sono, poi, casi di malati che invece decidono di andare avanti con tutte le forze e continuare a vivere. “Sono due casi estremi. Chi decide di continuare a vivere in condizioni limitanti accetta un limite così forte che inevitabilmente lo pone in contatto con qualcosa che è più grande di lui. Decide di non esercitare la propria volontà e il controllo sulle condizioni di vita, decide di lasciarsi attraversare dal cambiamento, di onorare il proprio limite riconoscendo una realtà più grande della propria volontà” spiega la dottoressa Spagnuolo Lobb. “Stare nel dolore o nel trauma richiede una capacità di sopportazione così grande che spesso deve diventare dissociazione della mente dal corpo. Dissociazione che è una capacità positiva, perché consente di sopportare il dolore e di continuare a vivere con le funzioni mentali che restano. Ma è una capacità che non tutti hanno o scelgono di avere, per questo non si può etichettare come giusta o sbagliata l’una o l’altra decisione. Si può solo cercare di capire che cosa può portare un malato a scegliere l’eutanasia piuttosto che la vita”.

    Lascia un commento