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  • Su Pasquasia il piano di indagini per la messa in sicurezza è pronto ma inutilizzabile

    Pubblicato il Gennaio 29th, 2011 Max 1 commento

    Bipiani
    Creative Commons License photo credit: Vincenzo De Luca Bossa

    di Massimo Greco
    La società SIAP, incaricata dall’Ufficio del Commassario Delegato per l’emergenza bonifiche e tutela acque in Sicilia con Ordinanza n. 264 del 13/10/2010, ha provveduto ad appaltare l’elaborazione del piano di indagini propedeutico alla Messa in Sicurezza dei sito mimerario dismesso “Pasquasia” in territorio di Enna. Ma ancora oggi, l’ATI aggiudicataria, costituita dalle società TECNO IN s.p.a. di Napoli (mandataria) e Labanalysis s.r.l. mandante, per importo di euro 54.614,83, non è nelle condizioni di accedere al sito minerario per mancanza delle autorizzazioni necessarie a garantire l’accesso alle aree.

     

    1 responses to “Su Pasquasia il piano di indagini per la messa in sicurezza è pronto ma inutilizzabile” Icona RSS

    • Quella che ci giunge non è sicuramente una buona notizia, visto che l’Indagine Ambientale Preliminare rappresenta un passaggio fondamentale previsto dal D.Lgs. 152/2006,prima di procedere alla pianificazione dell’intervento di Bonifica o Messa in Sicurezza di un Sito Contaminato.
      L’Indagine Ambientale Preliminare è atta a valutare se le concentrazioni dei contaminanti presenti nel sito,superano le Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) previste dal D.Lgs.152/2006 (allegato 5 alla parte quarta ).Nel caso di superamento dei limiti di legge il sito viene definito Potenzialmente Contaminato ed è necessario un Piano di Caratterizzazione,seguito da un’Analisi del Rischio per la determinazione delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR). Qualora le CSR sono superate il sito è definito Contaminato segue il progetto operativo dell’intervento di bonifica o messa in sicurezza. Se le concentrazioni dei contaminanti presenti non superamento le CSR, si pianifica un programma di monitoraggio.
      (D.Lgs. 152/2006 parte quarta titolo V art. 242).
      E’quindi evidente che il mancato avvio del piano di indagini,blocca il procedimento di bonifica e messa in sicurezza del sito in oggetto,con relative conseguenze per l’Ambiente,dovute all’evoluzione dei contaminanti nelle matrici ambientali interessate.


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