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  • “Sono sicuri i nostri soldi in banca?”

    Pubblicato il ottobre 26th, 2008 Max 14 commenti

    di Tony La Rocca
    Cari e gentili lettori, questa volta tratterò il tema della solvibilità delle banche in relazione ai vostri depositi e risparmi nella speranza di farvi sempre cosa gradita. Più volte mi sono sentito chiedere da quanti mi conoscono: “ma i soldi in banca sono garantiti ? E se fallisce la banca cosa succede ? Perderò tutto ? C’è separazione tra i beni della banca ed il patrimonio dei clienti” ?
    Cominciamo con il tranquillizzare tutti coloro che hanno un conto corrente in banca: “Signori correntisti siete salvi ! State tranquilli”. Non fatevi prendere dal panico perché non è il caso. Tenterò di spiegarvi in breve come e da chi siete garantiti: “Iniziamo dai conto correnti”. Questi sono garantiti dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi, FITD (www.fitd.it) vigilato dalla Banca d’Italia, istituito su direttiva Ue e al quale sono obbligate ad aderire tutte le banche italiane (le europee in Italia, invece, vi aderiscono su base volontaria quindi: “ATTENZIONE”). Il Fondo restituisce fino a 103.291,38 euro, l’equivalente di 200.000.000 di vecchie lire, che diventano il doppio se il conto dovesse essere cointestato. Il Fondo copre anche certificati di deposito e assegni nominali.
    E’ per tutto quanto non è deposito di conto corrente ? Quindi: “ ad es. azioni, obbligazioni, BOT, CCT, ecc. che non siano obbligazioni della stessa banca” ? In questo caso vengono garantiti da una gestione separata e restano a disposizione del cliente che ne è proprietario, tranne in caso di default dell’ente che emette il titolo obbligazionario o azionario. La banca ne è solo il custode. Anche i fondi comuni sono custoditi altrove, cioè nella banca depositaria, “Chi ha un  fondo può dormire tranquillo”; deve solo preoccuparsi della rendita del fondo ma non della solvibilità della banca che lo custodisce. L’accortezza del cliente deve essere quella di conservare i documenti che dimostrano la proprietà dei titoli delle quote o di quant’altro.
    In caso di fallimento della banca il commissario liquidatore, per prima cosa distingue i creditori: da una parte quelli comuni (fornitori, ecc.) dall’altra i clienti investitori. Ai quali dà quanto dovuto (titoli e liquidità) trasferendo il pacchetto dei titoli (con i tempi necessari) su un altro conto, in genere indicato dal cliente.

    Se la banca ha fatto malversazioni, senza distinguere fra patrimonio proprio e del cliente ( ma ciò è violazione di legge) interviene un altro strumento di tutela, il Fondo nazionale di garanzia, vigilato dalla Consob, istituito dal Ministero dell’Economia (sempre su direttiva UE). Quest’ultimo Fondo copre fino a 20.000 euro di rimborso complessivo per titoli di stato, azioni e liquidità.
    Attenzione al sottostante dei pronti contro termine; se è in titoli di Stato, essi sono garantiti; se è in obbligazioni della banca che fallisce no. Meglio accertarsi che sia specificato nel contratto quale sottostante hanno. Il Fondo nazionale di garanzia, infatti non copre due tipi d’investimento: i fondi comuni (che però abbiamo visto sono al sicuro) e le obbligazioni bancarie del proprio istituto. Quella dei bond emessi dalla banca che fallisce è l’unica vera eccezione alla copertura dei vari “paracadute”: essi non sono tutelati. L’obbligazionista entra nel gruppo dei creditori in attesa di risarcimento.
    Fa differenza il credito cooperativo. Le BCC hanno un fondo degli obbligazionisti (Fgo) che copre anche i bond emessi dalla banca (quelli non strutturati), fino a 103 mila euro: si sommano ai 103 mila garantiti sui depositi. Dal 2009 nelle BCC sarà operativo anche Fgi (fondo di garanzia istituzionale) che dà una tutela ancora più ampia.
    In generale, comunque, è chiaro che in caso di default di una banca a rimetterci sarebbero soprattutto gli azionisti che ne hanno acquistato i titoli. Mentre con i bond si è creditori della banca con le azioni si è soci (e quindi si partecipa con capitale di rischio).
    E’ più probabile che l’istituto in crisi, anziché fallire, venga acquistato da un’altra banca, o che intervenga lo Stato.
    Nella speranza che tutto ciò che ho scritto possa fungere da “calmante” a qualche buon Uomo tormentato dal rischio default delle banche  ringrazio per la cortese attenzione rivoltami e come al solito vi lascio la mia mail: alarocca66@gmail.com ed il mio cell. 348/8019999.

     

    13 responses to ““Sono sicuri i nostri soldi in banca?”” Icona RSS

    • Qualche ora fà ho pubblicato un contenuto pesante sui veri figli di put…a facendo un chiaro riferimento hai banchieri, a chi controlla i banchieri e a chi gestisce i soldi della mia pensione. Sono costretto ad utilizzare eufemismi ora per poter aprire gli occhi a tutte le persone che hanno i loro risparmi in banca. Ci hanno rassicurato dicendo che non dobbiamo preoccuparci dei nostri risparmi…spiegatemi cazz. come è potuto succedere quanto segue: Opengate società quotata sul nuovo mercato che fallisce dopo meno di due anni dalla accettazione alla quotazione in borsa. Finmatica che fallisce dopo quattro anni. Obbligazioni Giacomelli che diventano carta per pulirsi il deretano. Bond argentini che valgono meno dei santini. Obbligazioni ed azioni Cirio, obbligazioni ed azioni Parmalat che hanno massacrato pensionati e lavoratori per ingrassare solo le banche. Il caso di banca Italease con i derivati. I derivati di Unicredit e che nessuno vuol far sapere della loro esistenza. Lo stesso per banca Intesa. Lehman, la quarta banca d’affari al mondo ha chiuso. Il fondo di garanzia interbancario che risponde fino a 103.000,00 di saldo di conto corrente. E’ valido solo se UNA banca “risulta inadempiente”. Ma se sono più banche, il fondo non può garantire una beata fava…a nessuno. I pronti contro termine non sono sicuri. Le assicurazioni a capitale garantito non sono sicure. Le obbligazioni delle banche oggi come oggi non sono sicure. Nessuno presta soldi alle banche. Le banche non si fidano tra di loro…e ci dovremmo fidare noi di loro ? I manager banchieri fottono i nostri soldi, ma i loro lauti compensi quelli restano. Loro sono i figli di put..a e non finirà qui. Salvate i vostri risparmi. Ci resta poco tempo ancora.

      scusate i termini ma non se ne puo’ più

    • Caro Gigi

      io una risposta al tuo sfogo l’avevo data, anche abbastanza complessa e speravo esaustiva. Purtoppo il sistema di Liberamente mi ha fatto uno scherzo e non l’ha pubblicata. Pazienza sarà per la prossima volta, non mi và di riformularla. Io sono uno che scrive di getto e con passione. La risposta che potrei darti adesso non è quella che ti avevo scritto allora e questo non mi và. La morale era: “non ti prendere di collera e non mischiare eventi diversi e studia come fare per non cadere nelle loro trappole e soprattutto non generiamo panico noi che sriviamo. Il momento è quello che è ma passerà ci saranno morti e feriti noi cercheremo di essere tra gli illesi. Saluti e scusami.

    • Egregio Tony vorrei chiederti sulla base di quali parametri conviene rinegoziare i mutui immobiliari e decidere se aderire alla legge Tremonti o a quella Bersani, vale a dire quella sulla portabilità? Considera che ho contratto un mutuo a tasso variabile prima del maggio 2008.

    • Ciao Tony anch’io avrei da farti una domanda….
      mi hanno quasi forzato a passare a Barclais per gestire un pacchetto di obbligazioni che avevo comprato….
      Che ne pensi di questo gruppo?
      Il mio timore è che non possa aderire al fondo di protezione nazionale….

      tenzowebmaster

    • Gentile Max
      preciso che: “non conoscendo i dettagli numerici del tuo mutuo, ti fornisco delle semplici regole per verificare cosa ti conviene fare meglio”. Però, vorrei prima precisare che: “Bersani con il suo Decreto divenuto poi legge, ha parlato di portabilità come opportunità offerta al consumatore di essere libero e trovare delle migliorie commerciali al fine di risparmire sui costi. Tremonti ha emesso il decreto del maggio 2008 convertito anch’esso in legge, con finalità leggermente diverse visto ciò che si stava preparando 1) il problema del rialzo dell’Euribor creato dalla scarsa fiducia con cui le banche si sarebbero successivamente prestano il denaro 2) ha voluto dare manforte all’imput creato dal Decreto Bersani con in più l’opportunitàdi un congelamento della rata e il differimento (prolugamento) della scadenza del mutuo. Detto ciò, andiamo alle regole:
      – verificare le condizioni e i costi del mutuo che si stà rimborsando (tasso, spese, spread, rate, durata e capiatle residui);
      – ragionre su quali vantaggi si preferisce ottenere con la sostituzione di mutuo (rate più basse, risparmio sugli interesi, flessibilità di rimborso, liquidità aggiuntiva ecc.);
      – ottenere o effettuare sempre e comunque un confronto preciso e dettagliato tra le soluzioni di mutuo ottenibili con la rinegoziazione, con la surroga o la sostituzione;
      – confrontare un buon numero di offerte alterative di mutuo da parte di varie banche, in modo da identificare qelle che possono offrire i maggiori vantaggi rispetto al mutuo in essere;
      – se possibile, usufruire dell’assistenza e della consulenza di un operatore professionista indipendente per approfondire i vari aspetti delle proposte ed effettuare i necissari calcoli di confronto.
      Questo è quello che al momento mi sento di suggerirti.
      Spero di esserti stato utile. Ti ringrazio pe avermi scritto e scusa se ti ho risposto in ritardo.
      Comunque, sapete benissimo come potermi contattare per maggiori dettagli. I miei indirizzi li trovate alla fine dell’articolo.

    • Caro admin

      Barclays fà parte dei primi otto istituti d’Inghilterra a cui il governo ha destinato un fondo di 500 miliardi di sterline. Credo proprio che non dovrebbero esserci problemi di default da parte di Barclays è sicuramente un pò troppo sovraesposta con le carte di credito revolving. Speriamo che la maggior parte dei possessori paghi. Ma tra le banche non è sicuramente quella messa peggio (- 9%). Valuta cosa perderesti riscattando l’obbligazione e dai un’occhiata al rating se non l’hai ancora fatto; anche se, in questo periodo il rating “lascia il rempo che trova”. Quale è la banca che ti ha proposto l’acquisto delle obbligazioni Barclays ? Se te lo hanno proposto è perchè ci stanno guadagnando. Ti ripeto: “guarda bene il rating e cerca di capire che tipo di obbligazione ti hanno fatto sottoscrivere”. Fammi sapere ai miei indirizzi.

      Saluti

      Tony

    • Ciao Tony,
      con barclays ho stipulato solo un conto corrente d’appoggio su cui gestire le obbligazioni che sono AMERICAN EXPRESS.

    • Gentile Tenzowebmaster

      Se le obbligazioni sono american express, attenzione !! Sono un pò troppo sovraesposti con le carte revolving. Vuol dire che se i debitori possessori di American Express cominciano ad andare in default possono esserci problemi concreti di solvibilità per gli obbligazionisti, perchè la seconda bolla dopo i subprime si chiama carte di credito e le banche americane ne sono piene. Però ti farò sapere notizie più precise sull’esposizione di American Express. Sostengo personalmente, che chi te le ha vendute, ossia la banca, ci ha guadagnato parecchio. Guarda il rating e fammelo sapere. Ci sentiamo

      Saluti

      Tony

    • dove si controlla il rating???
      io non sono mica un analista di borsa…..

    • Egregio Tenzo

      non bisogna mica essere analisti di borsa per controllare il rating di un’obbligazione che tu stesso hai acquisato. Lo troverai nelle condizioni contrattuali o nel prospetto esemplificativo che per legge ti sarebbe dovuto essere consegnato dalla banca che ti ha venduto l’obbligazione. Ad ogni buon conto, nella peggiore dell’ipotesi, se non dovessi trovarlo vai dall”omino” che ti ha proposto l’investimento e ti fai indicare dove lo puoi leggere. Per qualsiasi altro dubbio puoi contattarmi al cell. 3488019999 osrivermi una mail: alarocca66@gmail.com

      saluti

      Tony

    • Sempre all’amico Tenzo

      dovevo dare anche pù dati su American Express. Ti informo che il titolo come in genere i bancari si è dimezzato in borsa. Mi risulta anche che è esposta per 64,7 miliardi di $ sulle carte di credito revolving che rappresentano il 24,5% dei ricavi della banca che sono niente in confronto all’esposizione della somma di tutte le banche americane che ammonta a 2.200 miliardi di $ (mica bruscolini). La notizia buona per quanto ti riguarda è che American Express ha deciso di ridurre drasticamente i costi tagliando circa 7.000 posti di lavoro. La mia opinione personale è che il suo quadro e migliore di molte altre in quanto è considerata leader mondiale nelle transazioni con le carte di credito. Questo vuol dire che opera con volumi altissimi di transazioni. Questo è un buon indicatore. Non mi preoccuperei molto comunque, segui il tutto con attenzione. Se dovessero esserci particolari problemi si valuterà se acquistare un CDS (credit default swap) cioè un’assicurazione che ti proteggerebbe dal rischio default della società . Ma per il momento è assolutamente prematuro.

      Saluti

      Tony

    • E adesso?

      2011…
      che facciamo?
      I governi sono i primi a cadere.

    • Egregio Luca, non si può nascondere il momento critico in cui versano i mercati, ma soprattutto i debiti sovrani. Tuttavia, soprattutto chi ha denaro investito, non può lasciarsi prendere dal panico. Piuttosto deve rivedere e rivalutare seriamente, con la presenza di un esperto, le sue posizioni aperte e decidere se è il caso di chiuderle adesso o lasciarle correre. Capisco che non è sempre possibile mantenere i nervi saldi, ma bisogna riuscirci: pena la perdita del capitale. E’ovvio che non deve entrare assolutamente nei mercati adesso, chi non è abituato a gestire il rischio. Piuttosto è bene che, se non può farne a meno, si concentri su qualche titolo di stato norvegese o danese. Poi, sempre sotto consiglio di seri esperti, può tentare di prendere posizione attraverso fondi flessibili oppure obbligazionari dinamici. Buona fortuna !


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    • […] Fuori da tecnicismi ingombranti, che ognuno può approfondire sul sito dedicato (www.fitd.it) del Fondo Interbancario di Tutela dei Deposi (FITD), chi detiene denaro in deposito su un semplice conto corrente sottoposto alle leggi interbancarie è assolutamente tutelato da questo Fondo fino a 100.000,00 euro per depositante. Va precisato che questa garanzia esula dalle obbligazioni di stato e da altre categorie di obbligazione. Vale solo per il denaro depositato su conti correnti e non vincolato. Per accedere ad ulteriori dettagli si può visionare un mio precedente articolo scritto già il 26 ottobre del 2008 sullo stesso blog di “Liberamente Enna”. http://liberamente-enna.it/sono-sicuiri-i-nostri-soldi-in-banca.php […]

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