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  • Shoah, ricordare per non dimenticare

    Pubblicato il gennaio 29th, 2017 Max Nessun commento

    di Pina Vullo

    Se la memoria è lo scriba dell’anima, esprime anche la fonte della liberazione che nella lingua ebraica si identifica con Shoah : non olocausto inteso come sacrificio agli dei, ma eccidio, catastrofe, genocidio di un popolo considerato come ” categoria indesiderabile”, da parte dei nazisti, che annientarono tutto un sistema, una tradizione culturale, uno stile di vita , quelli del mondo ebraico, tramite un complesso apparato tecnico organizzativo, dispiegato nei campi di sterminio, dove ogni dignità umana venne abbattuta, annichilita, distrutta e profondamente umiliata.
    Ricordare per non dimenticare: (l’Evento senza precedenti ma non unico come fenomeno paradigmatico , basti pensare a ciò che sta succedendo in Siria, all’eccidio di Srebrenica, a quello dei gulag staliniani, ai genocidi in Cambogia e Rwanda, alla pulizia etnica dei territori dell’ex Jugoslavia )!
    – Eseguire gli ordini- questa è stata la cinica e unica risposta data dagli ufficiali nazisti allorquando vennero catturati e processati.
    Sembra così banale il male! 

    E da quello che doveva essere lo sterminio, paradossalmente nasce il capitolo glorioso della storia eterna degli ebrei, la forte affermazione dell’universalismo ebraico!
    Spetterà agli storici che analizzando il passato , modificheranno il futuro con strumenti teorici di cui si serviranno i politici e le istituzioni per difendere i diritti umani, contro le atrocità di massa.
    Una leggenda ebraica recita che Dio non distruggerà il mondo, perché esistono nel mondo 36 giusti, nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno di esserlo, ma quando il male sembra prevalere, escono allo scoperto e si prendono i destini del mondo sulle loro spalle!
    Nel 1953 a suffragare tale “leggenda” è stato istituito una sorta di tribunale del bene, concedendo il titolo di “Giusto fra le nazioni ” un titolo onorifico di estrema importanza morale; nasce la foresta dei giusti : si piantano alberi come atti di bene compiuti da coloro che di fronte al male non hanno voluto rinunciare alla propria dignità e umanità.
    Il giusto è chi non racconta la storia, ma quest’ultima viene raccontata dai salvati, il giusto dimentica ciò che ha fatto a differenza dell’eroe che si vanta e che ne trae profitto, il giusto è un uomo semplice e generoso, vuole non apparire ma essere onesto, non si fa flettere da cattiva fama, torturato e flagellato sarà incrollabile fino alla morte , il giusto ha compassione e dà in dono, il giusto è fondamento del mondo.

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