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  • Scarpette e velo rosso al Museo regionale di Aidone

    Pubblicato il novembre 28th, 2017 Max Nessun commento

    Il museo di Aidone contro la violenza sulle donne

    Un paio di scarpette rosse ed un posto occupato da un velo rosso come il sangue procurato a tante vittime di violenza.

    Sono i simboli dell’allestimento temporaneo, ideato dal Centro antiviolenza “Donne Insieme, Sandra Crescimano”, presieduto dalla dott.ssa Maria Grasso, e ospitato fino a domenica 03 Dicembre 2017 al Museo regionale di Aidone di largo Torres Truppia tutti i giorni con i seguenti orari di apertura 09:00 – 19:00. “L’iniziativa è stata accolta favorevolmente dal Polo regionale di Piazza Armerina, Aidone ed Enna per contribuire a veicolare il messaggio del contrasto alla brutalità del genere umano quando compie violenza soprattutto quando questa violenza è compiuta nei confronti dei più deboli e nel caso specifico sulle donne” spiega l’architetto Tino Greco della direzione di Aidone.

    Quest’anno la riflessione sul drammatico tema della violenza contro le donne ha portato l’associazione Donne Insieme Sandra Crescimano di Piazza Armerina, impegnata da anni a sostenere le donne vittime di violenza a rivolgere uno sguardo indietro nel passato, tra Greci e Romani, civiltà che nel cuore della Sicilia hanno lasciato tracce mirabili della loro presenza nei siti archeologici che oggi rappresentano la principale attrattiva turistica e culturale dell’ennese, il Museo Regionale di Aidone col sito di Morgantina e la Villa Romana del Casale”, spiega la presidente dell’associazione, Maria Grasso. Avendo individuato in questi siti un chiaro rimando a questo tema di grande attualità, la violenza contro le donne, nel tentativo di instaurare un dialogo tra passato e presente si è scelto di realizzare degli allestimenti temporanei per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al dramma del femminicidio. Volgendo lo sguardo indietro nel tempo fino ai Greci, l’attenzione è stata catturata da un episodio della mitologia antica particolarmente radicato nel cuore della Sicilia. E’ questo il rapimento di Persefone , giovane dea figlia della grande Demetra, da parte di Ade, re degli inferi, invaghitosi della fanciulla e fattala sua sposa con un atto di violenza.

    Il racconto mitico del drammatico rapimento di Persefone e dell’inconsolabile disperazione della madre, vicenda con cui – come è noto – gli antichi spiegavano la ciclicità delle stagioni, è ambientato da alcune fonti letterarie antiche lungo le rive del lago di Pergusa , ciò motivando la particolare diffusione del culto per le divinità ctonie nel cuore dell’Isola. I tre protagonisti di questo racconto mitico – Demetra, Persefone ed Ade – sono oggi anche i protagonisti assoluti della collezione del Museo archeologico regionale di Aidone, che della Triade divina custodisce i preziosi simulacri originali venerati nell’antica Morgantina, in un’unica sal del museo, la nota statua colossale della dea, (Demetra) gli acroliti (Demetra e Persefone) e la testa raffigurante Ade, capolavori dell’arte greca che testimoniano la devozione dell’antica civiltà siculo-greca per le tre divinità.

    Le statue ci raccontano quel mito incentrato su una terribile violenza , frutto del “capriccio” di una potente divinità , rievocando pur a distanza di secoli la sofferenza vissuta dalla giovane dea, che oggi simboleggia la donna vittima, ancora troppo spesso silenziosa, di atti brutali e insostenibili imposizioni che ne ledono profondamente la dignità.

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