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  • Sandro Amata contro la mozione della Lega: “Gli ennesi sostengono le missioni umanitarie e chi mette a disposizione la propria vita per i più deboli”

    Pubblicato il luglio 10th, 2018 Max Nessun commento

    Sandro Amata

    La mozione presentata a Sala d’Euno dai consiglieri della Lega contro i parcheggiatori abusivi che poi nella lettura concreta si trasformava contro il fenomeno dell’immigrazione clandestina continua ad alimentare prese di posizione e commenti che sembrano aver svegliato parte della cittadinanza dal torpore collettivo. Senz’altro: “Buon Segno”.

    Oggi dice la sua l’archeologo Sandro Amata, il quale forte anche di studi fatti sull’accoglienza della città ai tempi dei decreti di Entella, terzo secolo a.C., ripropone la questione. Amata non si meraviglia per la presa di posizione dei due Salviniani: “Fanno circolare le idee politiche del loro segretario e leader e gli interventi sono in perfetta linea. Prima intervengono su tafferugli che sarebbero successi al Centro dì accoglienza dì bivio Misericordia poi proseguono con la battaglia sui posteggiatori e mendicanti abusivi, proponendo addirittura una pena per chi si permette dì aiutare con un poco di carità”. L’obiettivo della Lega ad Enna sarebbe chiara: “Sono iniziative lanciate per raccogliere consenso nelle fasce dì popolazione già predisposta all’odio e al rifiuto dei principi di solidarietà. Enna, però, è una città che vanta profonde e radicate storie dì umanità e accoglienza. Cito la vicenda vissuta nel periodo greco dagli esuli dell’antica Entella in fuga dalla guerra. La nostra comunità si è sempre distinta nei momenti più tristi della storia per atti di fratellanza”. Amata ama citare un fatto accaduto nella seconda guerra mondiale quando “i produttori di farina locali di nascosto e rischiando grosso aiutavano chi stava peggio”. Ma non basta perché la città è anche permeata di un fortissimo senso religioso: “Qui hanno luogo importanti riti come la Settimana santa, la festa della patrona Maria Santissima della Visitazione e decine di altre celebrazioni che vedono protagonisti svariati santi e martiri. Enna dovrebbe quindi conoscere a fondo il messaggio dì Gesù Cristo <ero straniero e mi avete accolto>. Invece capita sempre più spesso di ascoltare discorsi da parte dì alcuni cittadini che sono perfettamente in linea con tutto quanto si oppone alla storia profonda e spirituale degli ennesi”. L’archeologo scruta quindi “la perdita dei valori veri della cristianità la quale si associa lo scadimento intellettuale, insieme si rispecchiano nel credere senza verificare, nel dare spazio e senso a tutto ciò che è gridato in modo sguaiato e strumentale. Ecco quindi che la notizia dei tafferugli che sarebbero avvenuti nel Centro accoglienza di bivio Misericordia viene letta e digerita in un senso. E se invece si venisse a sapere che le proteste sono nate a seguito del trattamento dei gestori non proprio corretto?” Una eventualità che si è verificata spesse volte e altrettante volte è stata sottaciuta: “E’ cronaca che sono stati bianchi italiani a gestire centri che hanno sfruttato la situazione per lucrare sul cibo e sulla qualità di vita che dovevano assicurare in altra misura”. Ma c’è dell’altro che lascia perplesso Amata: “Che dire del proposto divieto propugnato da questi paladini dì Salvini di aiutare chi chiede aiuto. Il ministro dell’Interno, però, si guarda bene dal dare giudizi su come vengono utilizzati gli immigrati nelle campagne italiane dove se venissero rispettati i diritti a questi moderni schiavi l’agricoltura italiana chiuderebbe per bancarotta non sopportando gli alti costi di gestione”. Sarcastico riesce perfino ad offrire consigli “ai due prodi leghisti”. E dice: “Invece di dedicarsi al falso problema dell’invasione dello straniero perché non si recano nelle masserie dell’ennese dove rumeni ed extra comunitari lavorano tutta la giornata e vengono pagati con un piatto di pasta? Fino ad oggi questi signori non hanno proferito una sola parola sui veri problemi del territorio. Hanno per caso letto i dati Istat che dicono che nella sola Enna ci sono 2.000 poveri e che nella provincia più depressa d’Italia sono ben 14.000. Questi signori hanno qualche proposta prodotta dai loro cervelli su come affrontare il problema dei giovani che continuano a fuggire in cerca di una vita migliore all’estero. Questi signori hanno qualche proposta su come migliorare il sistema in cui viviamo?” Amata continua citando una frase del messaggio del vescovo dì Piazza Armerina letto in occasione della manifestazione che si tenne in una gremita sala Cerere per ricordare la storia antica di solidarietà incisa nel bronzo della tavola chiamata Entella 2 : “ . l’accoglienza è in effetti la nota dominante che rende l’ennese una persona capace di relazioni, aperte e sincere. su quest’aspetto però bisogna sempre migliorare. L’individualismo, purtroppo, ha pervaso tutti noi, fino a travolgere l’identità primigenia”. Per l’archeologo: “Gli ennesi oggi sono quelli che sostengono le missioni umanitarie di altri ennesi, che hanno messo a disposizione la loro vita per i più deboli”. E ricorda le importanti iniziative realizzate nello Zambia e nel Madagascar da Cristina Fazzi e Toni Vasco. “Gli ennesi sono quelli che si impegnano nelle associazioni di volontariato per aiutare i deboli e i poveri della città. Non potendoci rivolgere agli antichi antenati per farci spiegare i motivi che li spinsero ad accogliere, rifocillare e addirittura rifornire di generi di prima necessità gli entellini al momento del ritorno nella loro città, i due rappresentanti della Lega dovrebbero chiedere lumi ai moderni Buonisti Fazzi e Vasco per comprendere appieno quali sono i motivi che hanno creato il fenomeno tanto odiato dell’immigrazione. Per quanto riguarda il problema dell’ordine pubblico richiamato dai due leghisti sarebbe stato più opportuno forse fare un’interpellanza al loro Ministro dell’Interno circa le indagini sui colpi di fucile sparati contro una chiesa di Dio (proprio come hanno fatto i terroristi dello stato islamico in Siria, Iraq, Egitto, Nigeria ecc.) nella vicina Pietraperzia. O forse – conclude Amata – esistono diversi tipi di ordine pubblico?”

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