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  • Rischiano l’annullamento i Commissariamenti operati dalla Regione in forza del potere sostitutivo

    Pubblicato il ottobre 6th, 2011 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    In presenza di una specifica previsione di legge, e ricorrendone i presupposti ivi previsti, non è dubitabile la facoltà riconosciuta alla Regione di sostituirsi agli organi di un Ente pubblico sottoposto a controllo e vigilanza regionale ovvero di un Ente territoriale. Tuttavia, ancora oggi, si registrano casi di commissari (ad acta o straordinari) nominati in vari Enti (Comuni, Province, IACP, ASI, ASP) direttamente dagli Assessori Regionali. Tali decreti di nomina commissariale non sono corretti sotto il profilo della conformità al princpio di legalità, attesa la pacifica immanenza nell’ordinamento della separazione tra le funzioni di indirizzo politico e quelle gestionali. Il più delle volte, infatti, il commissariamento dell’Ente, conseguendo ad una oggettiva inadempienza di un atto obbligatorio per legge ovvero ad un grave comportamento di cui si è reso responsabile l’organo di governo del medesimo Ente, non può che annoverarsi tra gli atti di gestione riservati al corpo burocratico nell’esercizio della funzione amministrativo-esecutiva. Invero, l’organo competente al commissariamento non è quindi l’Assessore Regionale ma il Direttore


    Regionale competente per materia. Corollario di questa riflessione è che tutti i provvedimenti di commissariamento curati dagli Assessori  in luogo dei Direttori sono viziati da incompetenza. Tuttavia nel caso in specie la ripartizione della competenza non si configura come espressiva di una carenza assoluta del potere, posto che trattasi di Organi pur sempre della medesima Amministrazione, e, quindi, non rientra tra le ipotesi di “difetto assoluto di attribuzione”, cui collegare la nullità, di cui all’art. 21 septies della L. n. 241/90. Siamo pur sempre in presenza di una patologia del provvedimento ma meno grave rispetto a quella della nullità. Infatti, il decreto di commissariamento non è nullo di diritto ma annullabile. Ciò significa che tale vizio di legittimità (incompetenza relativa), se non fatta valere in giudizio da chi può vantare una posizione giuridica privilegiata ai fini della legittimazione ad agire, può essere valuta d’ufficio solo nell’esercizio dell’autotutela della P.A.. Ma poichè l’annullamento in autotutela non è un atto dovuto ma un atto discrezionale della P.A. si comprende il perchè risultano ancora in carica numerosi Commissari straordinari e ad acta sparsi per gli Enti siciliani.

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