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  • Rischia la qualifica chi si affida a formatori non riconosciuti

    Pubblicato il dicembre 4th, 2011 Max 4 commenti

    di Libero
    In data 29 novembre 2011 si è riunito il tavolo di lavoro ministero e regioni sull’oss. Il gruppo di lavoro, composto dai sindacati, dall’Ipasvi, dal Migep, dal Ministero della Salute e dalla Conferenza Stato Regioni, ha analizzato le varie situazioni in cui le Regioni si trovano nell’attuare la formazione di oss. Dall’analisi svolta è emerso che, al momento, la formazione viene effettuata da numerosi enti formativi accreditati e non accreditati. Inoltre è stato constatato il basso livello della formazione svolta.
    E’ stato rilevato poi che nelle Regioni, ove sono state adottate delibere relative alla istituzione ed avvio dei corsi di formazione, di fatto la formazione viene avviata in violazione delle stesse delibere. Inoltre nei casi in cui la formazione è stata delegata alle Province è emersa una programmazione inadeguata e sganciata dal reale fabbisogno determinato in ambito regionale.
    Il Coordinamento ha rilevato che in alcune Regioni la formazione è avviata senza che esista un quadro normativo regionale, delibere o linee guida. In molti casi la formazione è avviata utilizzando fondi europei.
    In altre Regioni la formazione è demandata all’assessorato al lavoro e formazione senza alcun coordinamento con l’assessorato alla Salute.
    Le stesse Regioni quindi hanno chiesto al Ministero della Salute l’apertura di un tavolo tecnico che dovrà rivedere le competenze del medico e, soprattutto, di tutte le professioni sanitarie.
    Nonostante il tavolo tecnico sia impegnato a riorganizzare la formazione dell’oss, in alcune Regioni è stato dato avvio alla formazione dell’oss con formazione complementare. Riteniamo che la formazione dell’oss complementare – figura non prevista nel CCNL – in un momento in cui si sta provvedendo a rideterminare la figura dell’oss di base e delle relative competenze sia inopportuna oltre che prematura. Si auspica quindi che venga sospesa la formazione dell’oss complementare.
    Altro aspetto della vicenda concerne la formazione promossa dalle numerose agenzie formative, le quali provvedono a formare numerosi operatori, previo pagamento di somme spropositate, determinando una forte distorsione tra offerta e domanda di lavoro. Senza contare poi che alcune Regioni consentono di spendere il titolo di oss solo se il diploma sia stato acquisito all’interno della stessa regione che necessita di personale sanitario.
    Basti pensare alla Regione Sicilia, la quale non riconosce i titoli acquisiti in altre Regioni.
    Altro tema emerso dal tavolo tecnico riguarda gli infermieri stranieri, ai quali molto spesso viene precluso il riconoscimento dell’attestato rilasciato dal Paese di origine. Questi infermieri quindi trovano occupazione nel nostro Paese, presso delle RSA, come oss per poi espletare le mansioni proprie del personale infermieristico.
    Il tavolo inoltre ha analizzato la proposta dell’Ipasvi volta a far si che vengano unificati i due attuali livelli formativi dell’OSS, attraverso un unico ed omogeneo percorso formativo sull’intero territorio nazionale.
    Questa proposta, si ricorda, coincide con l’iniziativa legislativa sollecitata dal Migep nel 2004 (Legge 81)
    Si segnala che la Regione Veneto sta proponendo una formazione di base dell’operatore socio sanitario con previsione di moduli aggiuntivi tematici di duecento (200) ore. In tal modo l’oss formato, da non confondere con l’oss con formazione complementare, verrà inserito nell’organizzazione del lavoro in considerazione anche del modulo aggiuntivo tematico espletato.


    E’ stato affrontato anche il tema “scottante” della formazione oss nella Regione Emilia Romagna. Come noto questa Regione ha avviato un percorso formativo denominato “certificazione delle competenze” attraverso il quale, tuttavia, la formazione viene svolta attraverso strutture formative dislocate in tutto il territorio nazionale. Il diploma rilasciato peraltro costituisce una certificato e non un attestato, come richiesto dall’Accordo Stato Regioni del 2001.
    Sono state esaminate anche le questioni relative ai falsi diplomi rilasciati da alcune associazioni, con attestazione del Ministero della Salute, e dell’attribuzione all’oss di mansioni non corrispondenti al profilo proprio ed alle competenze normativamente attribuite.
    Alla luce di quanto sopra è di fondamentale importanza che il tavolo tecnico detti delle linee guida che dovranno essere recepite dalle Regioni, in modo che possano essere uniformati i percorsi formativi ed eliminate le disomogeneità esistenti sul territorio.
    Inoltre, il tavolo tecnico ha preso atto della richiesta della Regione Piemonte di convocare il coordinamento delle regioni sulla formazione dell’operatore socio sanitario con formazione complementare.

    Il tavolo, a questo punto, invierà una nota ufficiale al coordinamento delle regioni chiedendo a tutte le Regioni:

    1. l’esatta quantificazioni degli oss formati, con indicazione anche di quelli occupati;

    2. la modalità formativa (tipologia della formazione espletata);

    3. fabbisogno reale di oss ( criteri di determinazione del fabbisogno di oss).

    I dati che saranno forniti consentiranno di avere una mappa completa della situazione e proporre un modello formativo unico.
    Riteniamo che il lavoro svolto in questi anni e l’iniziativa avviata da questa Federazione nel 2010, volta alla ricognizione degli oss formati e dei criteri adottati dalle Regioni nella programmazione del fabbisogno del personale oss, abbia dato buoni frutti.
    Il coordinamento delle regioni presente al tavolo, entro il 30 gennaio 2012 si impegna a fornire i dati che sono al punto 1 – 2 – 3.
    Il Ministero elaborerà un testo integrato, con i vari punti pervenuti, che verrà inviato al gruppo di lavoro. Detto testo sarà valutato al prossimo incontro che si terrà il mese di febbraio 2012.
    Ci auguriamo che al termine dei lavori vengano adottate delle linee guida nazionali.
    La Federazione Migep invita tutti gli oss a continuare supportare il Migep, divulgando le informazioni e partecipando attivamente segnalandoci problemi, inviandoci quesiti, chiarimenti ecc.

     

    4 responses to “Rischia la qualifica chi si affida a formatori non riconosciuti” Icona RSS

    • Cosa succede per chi ha un titolo di interesse sanitario di fisiokinesiologo rilasciato dalla regione campania?

    • Salve! io ho svolto un Corso OSS a Catania di 1000 ore a pagamento, gli esami si dovevano svolgere a Bologna, ma alla fine con tutti i soldi pagati compreso il biglietto dell’aereo tutto è stato disdetto e siamo rimasti con un pugno di mosche;
      abbiamo presentato un esposto alla procura della Repubblica ma….
      sarebbe ora che chi di dovere prendesse delle decisione per evitare che avvengano queste cose, si fanno tanti sacrifici…… di tempo e di denaro… e non è giusto che nessuno fa niente per evitare che ciò accada con questi Corsi OSS di cui tanto si parla… e passano gli anni.

    • Ciao Ivan anche io sono della stessa citta’..posso chiederti il nome dell’ente a cui tutto e’stato disdetto? ti ringrazio per la risposta.

    • Condivido ciò che ha detto Ivan, stessa storia , forse stesso Ente, sarebbe ora che chi di dovere facesse qualcosa per questi Corsi OSS e trovare il sistema per evitare che continuano ad accadere queste cose


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