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  • RIPRESA DEI MERCATI ? CHI CI CREDE ?

    Pubblicato il giugno 14th, 2009 Max Nessun commento

    di Tony La Rocca
    Mi domando come ci possa essere ripresa economica in Europa e in America con un petrolio a 73 dollari, con disoccupati in crescita, con le aziende che faticano nelle vendite e che hanno capacità produttiva in eccesso. Plus 24 ore, nel solito bel commento di Schiavetti (pag 27), ci ricorda che il prezzo del petrolio è arrivato al doppio rispetto a Natale, che tale aumento porterà nei prossimi mesi ad un’impennata dell’inflazione (grazie al ritardo temporale con cui l’aumento del costo delle materie prime si traduce in inflazione per il parco buoi), in realtà il meccanismo dovrebbe essere immediato, ma la statistica manipolata, calcola in maniera sbagliata l’inflazione in modo da spaventare il parco buoi appositamente in ritardo e quando oramai le imprese hanno goduto di maggiori profitti.
    CONTINUA SCHIAVETTI: “IL RISCHIO DI UNA FIAMMATA INFLAZIONISTICA NON E’ QUINDI SOLO PIU’ GRAVE E CONCRETO DI QUANTO NON RICONOSCANO LE BANCHE CENTRALI. E’ ANCHE PIU’ VICINO DI QUANTE ESSE CREDANO O VOGLIANO FAR CREDERE. L’AMERICA DEVE RIDURRE I DEBITI, ALTRIMENTI SARANNO DOLORI”.
    Basta vedere quello che sta accadendo ai tassi d’interesse:
    1) Tassi sulle obbligazioni a 10 anni hanno toccato il 3,75% (un rialzo incredibile in tre mesi che ha fatto crollare i prezzi delle obbligazioni americane a tasso fisso, proprio quelle di cui i cinesi si sono liberati nei mesi precedenti)-


    2) Aumento dei tassi sulle obbligazioni legate ai mutui (segno che i tassi sui mutui sono saliti,  mettendo a repentaglio la fine della crisi immobiliare)
    3) Le obbligazioni legate alle aspettative inflattive, hanno visto i rendimenti salire a livello pre Lehman e sopra il livello target FED. Segno che scontano forti aspettative inflattive.

    Non dimentichiamo le conseguenze che ha il DOLLARO DEBOLE:
    a) Riduce il peso del debito americano
    b) Porta inflazione da materie prime
    c) Riduce i consumi interni, riducendo il potere d’acquisto degli americani
    d) Favorisce le esportazioni di merci
    e) Mantiene controllate le importazioni (ma no quelle di petrolio e materie prime)
    f) Favorisce il carry trade (con investitori che si indebitano in dollari, li vendono e comprano altre valute e assets in altre valute (azionario compreso).

    Quest’ultimo “meccanismo” è stato l’unico propulsore per i mercati azionari negli ultimi due mesi.

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