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  • Rien ne va plus, les jeux sont faits!

    Pubblicato il settembre 2nd, 2007 Max 3 commenti

    di Franco Ferragosto
    Ebbene sì cari concittadini, il gioco è fatto, e nulla va più; le copiose perdite della vecchia, cara, rete idrica non servono più! Hanno assolto al compito che era stato loro affidato: mettere la popolazione in stato di necessità, farla mobilitare con manifestazioni di massa, il tutto per ottenere prioritariamente i finanziamenti previsti dalla legge per il rifacimento. Sembrerebbe, da quanto ho premesso che io sia contrario al rifacimento della rete idrica, niente di più sbagliato! Tutte le opere che servono a migliorare le condizioni di vita della mia Leonforte sono benvenute.

    Il motivo del mio stupore e risentimento sta tutto nel fatto che vedo il danaro pubblico sprecato ed utilizzato non nel modo più produttivo, ma per creare forme di arricchimento a coloro che, sfruttando la poco chiarezza delle normative e delle leggi, spesso tortuose, riescono a creare strutture, apparentemente legali, per gestire pro domo suo il danaro pubblico. Quanto ho appena detto è già stato ampiamente illustrato nelle precedenti comunicazioni ma per ulteriore chiarezza è bene puntualizzare che la società di gestione Acquaenna è l’unica beneficiaria della montagna di finanziamento che sta per essere utilizzata per il rifacimento della rete idrica leonfortese; come già detto altre volte il costo dei lavori non sarà quello scaturente da una libera gara d’asta tra imprese concorrenti, il che avrebbe potuto portare ribassi certamente non inferiori al 30%, con notevole risparmio sui costi, ma trattandosi di opere considerate come lavori di manutenzione straordinaria saranno realizzati direttamente dalla stessa, sicuramente attraverso le ditte consociate ed associate mediante i piani preorganizzati all’atto della costituzione dell’ATO idrico e modificati in corso d’opera nel momento in cui cominciavano ad apparire all’evidenza alcune anomalie. La richiesta di potere trasferire ad una società mista esclusivamente leonfortese mirava alla possibilità di portare benessere economico, sotto forma di posti di lavoro, alla comunità leonfortese; ma questa proposta non è piaciuta al nostro amato primo cittadino, che, forse per la sua dipendenza dall’organigramma ennese, nonostante il Consiglio Comunale si fosse espresso in tal senso, ha fatto in modo che la deliberazione venisse successivamente annullata, in modo da potere continuare a tenere il sacco ai programmi dei padroni del vapore. Tutto il lavoro svolto dai Consiglieri di minoranza, in un primo tempo accettato e portato avanti dalla maggioranza del Consiglio è stato vanificato, e i Signori del vapore hanno potuto portare a compimento il loro piano.La società di gestione, titolare di un contratto per 279 milioni di Euro,avrebbe dovuto investire nei primi sei anni un importo pari a 117 milioni di Euro, non ha investito e non investirà niente di suo; invece utilizzerà nel primo lotto dei lavori per Leonforte circa sette miliardi delle vecchie lire che, bontà sua, mamma Regione Siciliana per tramite del suo figlio prediletto Totò, ha voluto elargire a fondo perduto; forse il primo atto,volutamente concesso ad un paese non appartenente al suo schieramento, ma che gli darà l’opportunità di potere operare in seguito a favore dei suoi Amici diretti senza avere turbolenze o interferenze. (ad ognuno la sua parte e tutti muti e contenti). Quanta delusione amareggia il mio pensiero!!!! Il programma che Prodi aveva presentato a tutti gli Italiani certamente non prevedeva che l’acqua diventasse bene speculativo a favore della m…, sia essa laica o politica.Se la politica ennese continuerà a sviluppare progetti e programmi solo
    nell’interesse degli interessi, quale sarà la prospettiva di sviluppo delle nostre misere comunità al di fuori delle ipoteche contrattuali per iprossimi trent’anni? La gestione di acqua, mondezza, caldaie e tutto il resto, è questo il presupposto della democrazia, o piuttosto non sono le basi per la realizzazione del più becero e condannato stalinismo?

     

    3 responses to “Rien ne va plus, les jeux sont faits!” Icona RSS

    • Dopo quello che continua a scrivere Franco Ferragosto, mi chiedo, ma come può un Consigliere provinciale eletto nella coalizione di centro-sinistra e votato dai Consiglieri dello stesso schieramento a Vice Presidente del Consiglio provinciale a non sentire il bisogno di dimettersi?

    • franco ferragosto

      Ringrazio il lettore Saro per la possibilità che mi da di fare chiarezza. Se il mio nome ricorre sulla stampa per le battaglie in difesa dei diritti dei cittadini è solo perchè stando nella stanza dei bottoni ho la possibilità di conoscere il marcio che viene occultato sapientemente e scientificamente.

    • Non bisogna necessariamente dimettersi….c’è una concezione strana dell’appartenenza politica e del modo di fare politica. Far parte di un partito o di una coalizione non significa accettare in toto tutto ciò che di buono o cattivo viene prodotto. C’è una parte di noi che dovrebbe conservare l’autonomia dellapropria coscienza e la libertà di sostenere le proprie idee. Se c’è del marcio, dimettersi significa abbandonare la lotta per la legalità, nascondere la testa sotto la sabbia.Piuttosto ci vuole più coraggio a rimanere nella propria posizione e denunciare le malefatte che vengono perpretate a danno dei cittadini. Piuttosto ce ne vorrebbero tanti altri animati delcoraggio della denuncia.


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