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  • Raciti e Rubino, niente tessera a chi è stato in liste contrapposte al Pd. I renziani, ce la vedremo a Roma.

    Pubblicato il marzo 6th, 2017 Max Nessun commento

    Paolo Di Marco

    I giudizi su quanto sostenuto dal segretario regionale Raciti e dal segretario organizzativo Rubino, nella riunione di domenica pomeriggio con i segretari di circolo della provincia del Pd, ha scaldato di commenti e le prese di posizione nella notte.

    Il motivo del contendere è tutta polpa. I due segretari hanno ribadito che i candidati ad ogni competizione elettorale messi in liste contrapposte a quelle del partito non possono sottoscrivere la tessera se non sono passati almeno due anni e mezzo.

    Ernesto Carbone e Rosalinda Campanile

    Prima refluenza ad Enna città, non potrebbero ottenere l’iscrizione il sindaco Maurizio Dipietro, ma pare che non abbia intenzione di chiederla, né Rosalinda Campanile, che invece l’ha chiesto d’accordo con il commissario Ernesto Carbone, perchè candidati meno di due anni fa con il Patto per Enna contrapposto al Pd e al suo candidato sindaco Mirello Crisafulli. Una decisione che da spago all’ala crisafulliana, primo perchè senza i nuovi innesti i renziani, coloro che stanno dando più battaglia a questo riguardo, potrebbero solo ammirare fra le mani le poche tessere riuscite a mettere assieme. E poi perchè verrebbe sepolta l’indicazione principale che si erano dati: aprire le porte del partito a tutti, soprattutto a chi era rimasto fuori in precedenza. Ma le regole sono regole e lo statuto parla chiaro ribattono invece coloro che vogliono ripartire dalla stretta norma. E allora al via i cavilli. Ad Enna città, sistema proporzionale, non ci sarebbe stata nessuna contrapposizione perchè liste Pd non ne sono state mai presentate era in lizza Enna democratica. E in quasi tutti gli altri paesi della provincia si vota con il maggioritario e di simboli Pd attaccati in bacheca elettorale neppure l’ombra. Insomma le disquisizioni si sprecano già e questo vuol dire che da mercoledì, martedì 7 chiude il tesseramento, i contenziosi si sprecheranno. Non a caso fra i renziani corre voce che alla fine sarà la Commissione nazionale di garanzia ad occuparsene dove uno dei componenti è il leader provinciale Angelo Argento. Qualcuno che però va al sodo e non pensa a processi romani mette le mani avanti e afferma: “Qui c’è il rischio che determinate tessere non arrivino neppure nella capitale”.

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