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  • Questa liquida “società civile”

    Pubblicato il Mar 3rd, 2010 Max 3 commenti

    di Silvana Iannotta
    Quante volte viene citata! Quante volte qualcuno la nomina con fastidio e quante volte la si tira in ballo, magari senza necessità!
    Società civile: “ … la cercan qui, la cercan là, dove si trovi nessuno lo sa… cosa sia nessun lo dice… (già, proprio come la famigerata Primula Rossa)”.
    Come fare a definirla? L’aggettivo civile, attribuitole per differenziarla da tanti altri strati della società e tanto vituperato da coloro che la guardano con sospetto, non significa che gli altri siano incivili, ma semplicemente che questa parte non ha stemmi o stellette da mettersi al petto, non veste divise, non appartiene ad ordini militari o religiosi, non fa parte di caste, più o meno riconosciute. Ecco, è più facile dire ciò che non è. Non è un monolite: è liquida, informe, quasi paludosa; forse è un’invenzione, ma qualche volta serve. Proviamo a scandagliarla. Dentro c’è di tutto e non tutto è buono.
    Ci sono i pavidi che stanno a guardare e non si sporcano le mani, limitandosi a qualche mugugno; ci sono i presenzialisti, che girano in tondo e che non danno alcun contributo se non quello di esserci; ci sono i critici di professione per i quali non va niente bene, ma che non fanno niente per cambiare le cose; ci sono quelli che s’indignano per le malefatte dei politici, ma poi finiscono per chiedere favori e concessioni; ci sono i radical chic che giurano di essere di sinistra, ma poi sono alla continua ricerca di incarichi molto ben remunerati che servono a farli competere tra di loro in ville megagalattiche, macchine di lusso e vacanze da sogno (tutte cose di sinistra!!); ci sono quelli di destra, che fanno dei valori della religione e della famiglia il loro cavallo di battaglia, ma sotto sotto…
    Poi, ci sono coloro che si preoccupano seriamente dei problemi della collettività e cercano di dare un contributo, anche solo in termini di suggerimenti, a chi gestisce la cosa pubblica; ci sono gli onesti intellettualmente che non si lasciano irretire dalle logiche spartitorie e credono ancora che la cosa pubblica debba essere tutelata; ci sono i puri di cuore che silenziosamente si preoccupano degli altri, ne condividono le sofferenze e li aiutano senza chiedere nulla in cambio; ci sono quelli che credono nel diritto e combattono se viene calpestato; e ci sono quelli che fanno il proprio lavoro con serietà ed impegno Insomma, troppo variegata questa società civile per rappresentare un unicum. Forse, il termine dovrebbe essere più correttamente usato solo per quella parte che s’impegna veramente a che l’interesse collettivo sia prevalente rispetto ad egoistici comportamenti, che non si schiera acriticamente su posizioni di parte, che esprime consenso quando amministratori, politici,  sindacati dimostrano di avere cura dei bisogni della collettività e dissenso quando il potere è esercitato nell’esclusivo interesse  di chi lo detiene.
    C’è bisogno, oggi più che mai, che ognuno si assuma le proprie responsabilità per un sistema incancrenito che ha prodotto i guasti che sono sotto gli occhi di tutti e che non possono essere risolti solo da pochi. Certo, ci sarà  chi approfitterà anche della congiuntura economica sfavorevole, nascondendo la propria ignavia dietro l’alibi che le risorse finanziarie sono insufficienti e non ci sono più “favori” da distribuire “a pioggia”.
    Ma di queste piogge non ne vogliamo più e le parole non possono continuare ad essere separate dai gesti: la verità bisogna costruirla insieme.       
    Aspettiamo una primavera non dico esaltante, ma teporosa in cui faccia capolino, assieme a quelli di campo, il fiore della concordia, del godere insieme delle piccole cose, del riavere città vivibili in cui l’incontrarsi sia occasione di dialogo e di confronto. Non è necessario spendere grandi somme per ottenerlo: basta crederci!

     

    3 responses to “Questa liquida “società civile”” Icona RSS

    • Tony La Rocca

      Cara Silvana

      che bella poesia !

    • Alessandro Severino

      Belle parole cara Silvana,mi hai fatto pensare ad un celebratissimo saggio di Zygmunt Bauman dal titolo modernità liquida,dove appunto viene espresso il concetto di società liquida.se già non l’hai fatto ti consiglio di leggerlo.molto bello.un caro saluto

    • Il più grande servizio che possiamo rendere alla società non è di aver successo,
      di essere stimati, ma di diventare liberi e gioiosi.
      Al di sopra di tutto, è di questa gioia che le tristi società contemporanee hanno bisogno.
      JEAN SULIVAN

      Per migliorare la nostra società
      non bisogna vivere per essere ricordati..
      ma bisogna essere ciò che si è..
      solo così si può essere liberi e felici..
      solo così si può essere gioiosi..


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