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  • Quando il sonnambulo diventa un omicida

    Pubblicato il febbraio 1st, 2017 Max Nessun commento

    Beatrice Pecora, criminologa

    A volte la gente fa delle cose al limite dell’incredibile, trovandosi in uno stato di apparente incoscienza.

    Questo stato è definito con il termine “sonnambulismo” cioè quel fenomeno di origine nervosa per cui certe persone, durante il sonno, sono capaci di compiere azioni automatiche, senza svegliarsi e senza ricordarsi cosa sia capitato. Vi sono sonnambuli che compiono delle azioni complesse come inviare e-mail o soggetti che avrebbero addirittura guidato la macchina. Vi è anche chi commette delle azioni criminali, dalla violenza carnale all’omicidio che sostengono di averli compiuti in stato di incoscienza. Il sonnambulismo a volte è stata una valida scusante processuale al fine di ottenere l’impunità ai criminali, ma con dei riscontri diagnostici validi. Per la medicina tali comportamenti rientrano nella categoria diagnostica dei disturbi del sonno definendoli con il nome di parasonnie, termine che indica un insieme di fenomeni comportamentali, fisiologici e indesiderati che si verificano con il sonno, in relazione ad alcuni suoi specifici stadi. Questi comportamenti possono essere definiti automatici dato che l’individuo, avendo una frattura della vita psichica, può compiere atti complessi o semplici in maniera più o meno coordinata senza avere coscienza di ciò che sta accadendo. Durante tali episodi la memoria si comporta in maniera differente alterandone i processi mnestici. In ambito processuale oltre agli aspetti anamnestici ottenuti dalle testimonianze dirette dei familiari, un importante strumento d’indagine è la videopolisonnografia. Fra le parasonnie della fase nonREM, chiamato anche sonno ad onde lente, si possono distinguere i risvegli confusionali, il sonnambulismo, i terrori notturni e lo sleep-sex o “sexomnia”. Quest’ultimo disturbo è del tutto singolare in quanto durante il sonno il soggetto può mettere in pratica una serie di “atti” di matrice sessuale, dalle vocalizzazioni, alla masturbazione, fino ad arrivare ad un atto sessuale più o meno completo, spesso con il coinvolgimento di un’altra persona generalmente non consenziente. Se tutti i casi sopraelencati, entrino nella scena processuale, tocca valutare la capacità di intendere e di volere, prognosi difficile a causa della natura episodica e limitata nel tempo di tale evento. Concludendo si può affermare che le parasonnie si caratterizzano come un complesso e di difficile comprensione. Le conoscenze scientifiche attuali non sono ancora in grado di comprendere i rischi ai quali vanno incontro le persone che soffrono di questi disturbi, al di la di ogni ragionevole dubbio, si può affermare che non sono atti premeditati , altrimenti cadrebbe l’ipotesi di sonnambulismo e di incoscienza. Invece in ambito legale i parametri di valutazione per delle eventuali responsabilità devono rintracciarsi nella capacità di intendere e di volere del soggetto con una prognosi ex ante a livello medico.

    © Riproduzione riservata.

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