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  • Pronto soccorso, il lazzaretto dell’Ospedale Umberto I°. La testimonianza di un lettore

    Pubblicato il dicembre 1st, 2017 Max Nessun commento

    Ospedale di Enna

    Malgrado l’impegno che il personale medico e infermieristico mette ogni giorno per far funzionare il reparto del Pronto Soccorso i risultati sono sempre scadenti e molte volte poco dignitosi riguardo l’accoglienza di ammalati e parenti.

    Uno stato di fatto denunciato più volte ma che al di là delle rassicurazioni del vertice dell’ospedale Umberto I° produce poco o nulla. E non può produrre altro quando un medico e due infermieri si ritrovano a fronteggiare anche 40 pazienti che richiedono prime cure. Senza contare poi che da sempre chi lavora dentro il Pronto Soccorso spasima per locali più attrezzati e più strumentazione. Per la verità negli ultimi anni i locali sono diventati più capienti ma non basta è necessario rafforzare il personale. Questa è una condizione imprescindibile. Come ultima testimonianza pubblichiamo il racconto di un nostro lettore, Giovanni Lunardo: “Il Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Enna, non è nuovo a polemiche dovute soprattutto alle lunghe attese che il paziente spesso deve sopportare prima di essere visitato. Lungaggini dovute un po’ per le carenze di organico, e un po’ per, chiamiamolo, eccesso di “zelo” da parte di molti utenti che utilizzano tale reparto come  scorciatoia per accorciare le lunghe liste di attesa per le visite. Col  risultato dunque, di ingolfare inopinatamente la sala di aspetto. Nel caso di cui, mio malgrado, sono stato testimone, la paziente, mia madre novantenne, è stata trattata immediatamente, sia perché era in codice giallo, sia per l’ora, visto che erano infatti le 2,30 circa di mattina ed il Pronto Soccorso era pressoché deserto. Nulla da eccepire sull’assistenza, ma molto sul dopo. Non essendoci posti disponibili per ricoverarla, è stata sistemata in astanteria. Mi sono trovato, e non esagero, di fronte ad un carnaio. Un lazzaretto che riempiva un salone,  pieno zeppo di pazienti anch’essi parcheggiati, in attesa di una migliore, si spera, sistemazione. Solo barelle, dove i pazienti vengono fatti sostare anche per più giorni, e pochissime sedie dove fare accomodare i tanti parenti che li assistevano. Borsoni di tutte le risme ammonticchiati a terra dove c’era qualche spazio libero. Insomma un vero e proprio accampamento. Mi sono sottratto dal fare un video, per una questione di privacy, ma vi posso assicurare che la situazione era quella che ho rappresentato. Anche questa è la Sanità in Sicilia”.

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