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  • “Prepariamoci al peggio”

    Pubblicato il giugno 21st, 2010 Max 6 commenti

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    Creative Commons License photo credit: Andrea Stani

    di Massimo Greco
    Superata la tornata elettorale, in cui fisiologicamente s’inasprisce il confronto e si esasperano i distinguo tra le varie forze politiche, è ora di tornare in fretta ad affrontare i temi che assillano le nostre comunità a partire dai disagi occupazionali che da qualche mese caratterizzano l’agenda della politica locale.

    Ai 500 operatori del comparto rifiuti, ai quali è già stata notificata la messa in mobilità, si aggiungeranno a breve quelli della Multiservizi s.p.a., più quelli che da anni lavorano nelle società appaltatrici di alcuni importanti servizi che l’Azienda sanitaria provinciale ha nel tempo  esternalizzato. A questo drammatico contesto sta per aggiungersi


    anche la vertenza precari degli Enti Locali, questione inaspettata per la verità e diventata attuale a seguito dei noti vincoli di bilancio della spesa pubblica regionale. La questione da vertenza occupazionale rischia di trasformarsi in dramma sociale senza precedenti. Per rispondere nel migliore dei modi a quella che sta per diventare una vera e propria emergenza sociale occorre mettere immediatamente da parte tutto ciò che ci divide e capitalizzare invece tutto ciò che ci unisce. In tale contesto, anche a seguito di puntuali stimoli provenienti da tutti i gruppi politici presenti in Consiglio Provinciale ho inteso programmare per la settimana in corso una specifica seduta di Consiglio Provinciale le cui modalità saranno concordate in sede di conferenza dei capi-gruppo già programmata per domani martedì ore 12.30.

     

    6 responses to ““Prepariamoci al peggio”” Icona RSS

    • Meno male che qualcuno capisce e prevede qll che tra breve succederà a qst provincia.
      “Dramma economico e sociale”.
      …………………….
      il tetto è già bruciato
      resta immobile la luna
      …………………….
      auguri enna

    • Questa è la storia di un disastro sociale annunciato. Non si può pensare che alcuni Enti o pseudo società pubbliche possano gestirsi come una “gallina dalle uova d’oro”. Prima o poi: la gallina muore e l’oro resta nelle tasche della “santa casta”. Mi ripeto, siamo alla svolta di un epoca che cede il passo ad un periodo economico buio che prelude ad una serie di problematiche che potrebbero rivelarsi a causa di incapacità diffuse e scarsità di tempo: deleterie. Questo è il momento di unire le forze politiche per potere arginare il fenomeno nefasto incombente, dimostrando, di fatto, una grande responsabilità ed un grande senso civico.

    • Sono d’accordo con te Tony, ma credo che le parole “responsabilità” e “senso civico” appartengano solo a pochi esponenti della politica ennese…tutti gli altri si immedesimano nel “pensiero filosofico” “u’cummannari è miegghiu di f…….” tralasciando gli interessi dei cittadini e concentrandosi solo sui propri…personalmente ho fiducia solo in una classe politica nuova!!!

    • Sandro, hai detto una verità scrivendo:
      “credo che le parole “responsabilità” e “senso civico” appartengano solo a pochi esponenti della politica ennese…

      Nel frattempo, caro Sandro, io farò il tifo per tutti coloro i quali saranno destinati a perdere il posto di lavoro… Poveri padri di famiglia ! Che peccato !

    • speriamo si risolva tutto nel migliore dei modi…e con il minor numero di “vittime”

    • Ma il peggio deve venire , io penso che non cerano dubbi su quello che sta avvenendo in questa provincia prima perché non si è mai pensato a produrre ma bensì a mantenersi o farsi mantenere e questo alla lunga porta alla chiusura di molti soggetti vissuti con fondi pubblici poi quel poco di imprenditoria che abbiamo è bloccata da tutta una serie di funzionari che pensano solo ed esclusivamente ai fatti propri.
      Visto che si parla di Ato rifiuti il vero problema, non sono i dipendenti perché se ci pensate bene, la MONEZZA porta benessere se saputa sfruttare ma gli amministratori di questo carrozzone perchè anno creato un disastro enorme con il fatto di aver aumentato le tariffe a prezzi molto esosi e i cittadini non hanno pagato stesso problema quando prima nascerà con l’ATO IDRICO altro carrozzone per i più fortunati passati da ato in ato e li ci saranno altri licenziamenti questo è il nostro modo di amministrare le cose pubbliche
      solo dissesti e raccomandazioni.
      ALTRO CHE SVILUPPO


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