La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • Polli sultani a Pergusa

    Pubblicato il agosto 25th, 2008 Max Nessun commento

    di Rosa Termine
    Nei giorni scorsi la biologa Rosa Termine, dell’Università Kore di Enna, e il dott. Renzo Ientile, della Stazione di inanellamento dell’Università di Palermo, hanno effettuato dei censimenti ornitici, dato il massiccio numero di anatre presenti; il risultato è molto soddisfacente: 191 anatre tra Alzavole, Germani reali, Marzaiole, Mestoloni, Moriglioni e Morette tabaccate; 400 folaghe, 5 Mignattini, 5 Nitticore, 3 Aironi cenerini, 1 Svasso maggiore, 20 Piro piro boscherecci, 6 Piro piro piccolo, 3 Piro piro culbianco, 1 Totano moro, 9 Gambecchi, 6 Beccaccini, 25 Cavalieri d’Italia, oltre che centinaia di Gallinelle d’acqua e Tuffetti.
    Ma l’evento ancora più straordinario è stato l’avvistamento di due coppie territoriali (nidificanti) di Pollo sultano (Porphyrio porphyrio). Si ricorda che il primo avvistamento risale all’11 aprile del 2006; le osservazioni successivamente sono state diverse e già la scorsa estate l’avvistamento di una coppia territoriale aveva dato grande soddisfazione poiché aveva convalidato che il pollo si è ben insediato a Pergusa; l’aumento a due coppie territoriali ne dà la piena conferma. Grande soddisfazione ha espresso il dott. Alessandro Andreotti, ornitologo di chiara fama dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, che ha ribadito la notevole importanza della sua presenza a Pergusa e la necessità di tenere sotto osservazione questa specie poiché normalmente popola le fasce altimetriche comprese tra 0 e 370 metri s.l.m.; il suo avvistamento al lago di Pergusa (circa 700 metri) ha stabilito un nuovo primato altimetrico europeo che va approfondito, in quanto potrebbero esserci delle correlazioni –


    con i cambiamenti climatici globali in atto. Inoltre, la sua colonizzazione del lago di Pergusa rappresenta un’importante acquisizione per le conoscenze della biologia di questa specie; questo dato per esempio evidenzia le capacità di adattamento ad occupare ambienti umidi interni a quote elevate.
    Questo uccello è un rallide, protetto dalla Legge 157/92 art. 2, dalla Direttiva 409/79/CEE “Uccelli” (Concernente la conservazione degli uccelli selvatici) e dalla Convenzione Internazionale di Berna del 1979 (Conservazione della vita selvatica dell’ambiente naturale in Europa).
    In Sicilia si estinse negli anni ’50 a causa delle bonifiche di molte zone umide e della caccia sfrenata; il suo areale, ridottosi per i citati motivi, comprende le coste del Mediterraneo occidentale: Tunisia, Algeria, Marocco settentrionale, Spagna meridionale e Sardegna occidentale.
    Data la sua indole sedentaria, era difficile che da queste zone potesse arrivare di nuovo a colonizzare la Sicilia; così nel 2000 l’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia ha finanziato il progetto di reintroduzione del Pollo sultano. Il progetto, curato dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) e dalla Lega per la Protezione degli Uccelli (LIPU), fu avviato con l’introduzione in tre riserve naturali costiere della Sicilia sud-orientale di 120 Polli sultani (contrassegnati da un anello giallo alla zampa così da poterli riconoscere a distanza) provenienti dalla Spagna. I risultati ad oggi conseguiti sono tali che nella sola Piana di Catania si è costituita una popolazione nidificante stimabile in almeno 60 coppie; la specie si sta progressivamente espandendo in altre aree dell’Isola, seguendo la fascia costiera e i principali corsi d’acqua.
    La Provincia Regionale di Enna, Ente Gestore della Riserva, sta preparando un nuovo programma di collaborazione con il prof. Bruno Massa, direttore della stazione di inanellamento di Palermo, al fine di continuare gli studi ornitologici tanto preziosi per una Riserva come Pergusa istituita proprio per la tutela degli uccelli.

    Lascia un commento