La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • Phineas P. Gage, l’uomo senza emozioni

    Pubblicato il Febbraio 24th, 2017 Max Nessun commento

    Beatrice Pecora, criminologa

    Phineas P. Gage è stato un operaio statunitense diventato uno dei casi di studio più famosi in neurologia c.d. American Crowbar Case. Nel 1848 é un giovane caporeparto addetto alla costruzione di una linea ferroviaria.

    Mentre inseriva una carica esplosiva in una roccia che doveva essere fatta saltare in aria perché bloccava il passaggio della linea ferroviaria in costruzione malauguratamente il ferro di pigiatura che stava usando per compattarla si proiettò ad altissima velocità verso la sua testa schizzando in aria e attraversando la parte anteriore del suo cranio, provocando un grave trauma cranico che interessò i lobi frontali del cervello. Il ferro attraversó il cranio entrando nell’osso della guancia sinistra, sotto l’occhio, e sbucando dalla calotta cranica. Miracolosamente sopravvissuto all’incidente Gage riprende coscienza e si rimette a parlare con la sbarra a circa 30 metri di distanza imbrattata da frammenti di osso e cervello. Dopo tre settimane poteva già rialzarsi dal letto e uscire di casa in maniera del tutto autonoma. L’unica evidenza esteriore dell’incidente era l’occhio sinistro completamente chiuso.

    Ad avere la peggio fu la sua personalità, subì delle trasformazioni, al punto che gli amici non lo riconoscevano, in quanto divenuto intrattabile, in preda ad alti e bassi, e incline alla blasfemia. I vecchi datori di lavoro si rifiutarono di riprenderlo con loro. Successivamente fu licenziato; si narra che iniziò a viaggiare e fu ingaggiato da un circo per esibirsi come fenomeno da baraccone con la sua barra di ferro. Trovò un nuovo lavoro come conducente di diligenze e visse altri 12 anni dopo l’incidente. Morí a San Francisco a causa del complicarsi di una crisi epilettica. Si crede che l’incidente di cui fu vittima abbia causato l’enorme cambiamento nella sua personalità emotiva e relazionale, trasformandolo in una persona talmente priva di freni inibitori sul piano verbale, rendendolo incapace di relazionarsi. Cage ha destato l’interesse della neurologia e numerosi studi sono stati effettuati a tal proposito. In medicina è stato definito come il primo caso di lobotomia prefrontale, intaccando la parte del cervello legata alla personalitá emotiva e razionale rendendolo incapace di gestire le emozioni e di valutare le conseguenze di parole e azioni.

    È anche in seguito alle riflessioni teoriche avviate in conseguenza di questo caso che, per alcuni decenni della metà del XX secolo, sono stati usati metodi, oggi in totale disuso, come la lobotomia prefrontale per curare certi tipi di disturbi del comportamento. Il teschio di Gage e il bastone di ferro che ha causato il trauma cranico sono esposti al pubblico nel museo della Harvard Medical School. Nel 2012 un team di ricercatori dell’Università della California di Los Angeles ha per la prima volta simulato l’incidente per analizzare le lesioni della materia bianca che collega tra loro diverse parti del cervello. Non è stato possibile utilizzare il cranio originale dato che, a circa due secoli dall’incidente, la struttura risulta estremamente fragile. I ricercatori hanno utilizzato l’ultima tomografia del cranio, risalente al 2001, presso il Brigham and Women’s Hospital di Boston. Dopo averne migliorato la risoluzione, ne hanno ricavato un modello in 3D, ricostruendo l’incidente e concludendo con un’ipotesi che il cambio di personalità manifestato da Gage sia stato dovuto al danneggiamento di una quantità maggiore al 10% della materia grigia cerebrale che permette all’essere umano di ragionare e ricordare.

    © Riproduzione riservata.

    Lascia un commento