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  • Per il CGA la Vice-Dirigenza in Sicilia è un obbligo di legge

    Pubblicato il Gennaio 25th, 2010 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    1. Anche se è vero che la Regione Sicilia, in forza delle previsioni statutarie (in particolare, dell’art. 14, lettere p e q), dello Statuto speciale), ha potestà legislativa esclusiva, rispettivamente, in tema di “ordinamento degli uffici e degli enti regionali” e di “stato giuridico ed economico degli impiegati e funzionari della Regione“, ciò non impedisce l’applicazione ai dipendenti regionali siciliani delle norme contenute nel D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, in forza del rinvio di cui all’art. 1, comma 2, della L. reg. Sicilia n. 10/2000; il tale rinvio, peraltro, è da considerare dinamico, con la conseguenza che ogni successiva modifica apportata a detta fonte legislativa trova immediata applicazione nel sistema normativo siciliano. 2. Anche in Sicilia si applica l’art. 17 bis del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che prevede l’istituto della vice-dirigenza, a nulla rilevando che tale sistema sia stato concepito per il sistema della dirigenza operante soprattutto nel comparto Ministeri, atteso che, nel contesto sistematico della previsione dell’articolo 17-bis cit., non emergono indici diretti a circoscrivere la portata della previsione al solo ambito ministeriale. Al contrario, lo stesso articolo 17-bis prevede, senz’altro, la possibilità di estensione della vice-dirigenza anche alle altre amministrazioni. Nè l’applicazione di tale norma può essere impedita dal fatto che fa salve le competenze delle regioni e degli enti locali, secondo quanto stabilito nell’art. 27 del medesimo D.L.gs. n. 165/01, non essendo impedito alle regioni e agli enti locali di adottare autonome determinazioni finalizzate al recepimento dei contenuti della disposizione statale (1).

    3. L’istituzione della vice-dirigenza, nel contesto dell’articolo 17-bis del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, non è affatto subordinata alla preventiva individuazione di appositi stanziamenti di bilancio. Spetta infatti alle amministrazioni titolari dei poteri di indirizzo in materia di contrattazione collettiva il compito di definire le corrette modalità di determinazione di trattamenti economici compatibili con gli eventuali vincoli di bilancio.

    4. L’art. 8 della legge n. 4 marzo 2009, n. 15 (in G.U.R.I. n. 53 del 5 marzo 2009), nel prevedere che non vi è più un obbligo rigido di attivare l’istituto della vice-dirigenza, sia pure attraverso lo strumento della contrattazione collettiva, non fa venir meno l’obbligo dell’Amministrazione di provvedere sulla istanza avanzata da alcuni dipendenti tendente ad ottenere l’applicazione dell’istituto della vice-dirigenza, atteso che, anche dopo l’entrata in vigore della suddetta norma, resta sempre ferma la necessità che l’Amministrazione indichi con chiarezza le proprie determinazioni in ordine alla scelta di prevedere, o meno, la vice-dirigenza.

    ( CGA, SEZ. GIURISDIZIONALE – sentenza 19 gennaio 2010 n. 43 – Lexitalia.it)

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