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  • Pd, un’Opa ostile su Argento e i suoi

    Pubblicato il aprile 4th, 2017 Max Nessun commento

    A volte vincere vuol dire perdere. E’ quello che è successo all’area Renzi in provincia. O almeno a quella parte che si rifà alla corrente originaria.

    La battaglia intestata da Angelo Argento e i suoi, che hanno fatto capo fin dal primo giorno al commissario provinciale del partito Ernesto Carbone, era semplice, rivoltare il Pd ennese come un calzino. E invece sembra proprio che sono rimasti tutti sull’uscio a guardare come gli odiati antagonisti si preparano a riorganizzare il partito. E se l’indiscrezione è esatta la lettura sembra proprio questa. Secondo quanto riportano i rumors ad essere fra gli esclusi dal tesseramento con la sola potestà attiva del voto, non si possono candidare a nulla, sarebbero un bel numero fra coloro che hanno preso la tessera nell’ultima settimana che si rifanno all’area di Argento.

    Angelo Argento

    Fra questi pezzi da ’90 come Rosalinda Campanile consigliere comunale di Enna, Luigi Bonelli sindaco di Nicosia e, sentite sentite, Angelo Argento responsabile dei renziani in provincia, anche se questo termine adesso appare non appropriato. Questo perché nelle ultime settimane dentro l’area che si rifà all’ex presidente del consiglio sono state registrate nuove adesioni alternative ad Argento, prima fra tutte quella del deputato regionale Mario Alloro. Fra i due l’antipatia politica, e forse anche personale, è cosa nota e non solo, basti dire che una querelle giudiziaria non è stata per nulla chiusa. Ma ad Argento ed ai renziani della prima ora sta prendendo fuoco pure la casa perchè le critiche interne sono numerose, qualcuno ha sbattuto la porta e qualche altro pensa già di farlo, e i giudizi sull’operato del commissario Carbone non sono entusiasmanti. Insomma per prendere a prestito il linguaggio finanziario e dare una definizione su ciò che è successo alla corrente ennese di Renzi si può dire che improvvisamente sulla stessa si è abbattuta un’Opa ostile che la sta distruggendo dalle fondamenta. Un’area che si era intestata una battaglia politica fatta di principi e di azioni alternative. I più sarcastici dicono che alla fine “non hanno cavato un ragno dal buco” e il partito è sempre nelle mani delle stesse persone prima amici di Crisafulli ora anche di Renzi. E va sottolineato anche.

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