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  • Pd, un partito sempre più spaccato

    Pubblicato il febbraio 4th, 2018 Max Nessun commento

    Ancora una volta il Pd si spacca e più che registrare prese di posizioni politiche continuano a ripresentarsi decisioni che sanno di ripicche e vendette.

    Queste mostrano un segnale chiaro ed evidente, il Pd ad Enna non c’è più, casomai qualcuno deve rimboccarsi le maniche per tentare di ricostruirlo in futuro sulla linea renziana. La costituzione delle liste hanno evidenziato che ormai si può parlare solo del “Pd di Renzi”, le altre anime sono state accompagnate alla porta o messe fuori gioco. Ad Enna, da sempre feudo crisafulliano, è stata registrata una corposa fuoriuscita verso il LeU di Pietro Grasso, un’altra parte è ancora presente ma sta appoggiata al muro con le mani in tasca come il vecchietto seduto nella riva di un fiume che attende di veder passare il corpo del nemico morto. Un atteggiamento questo che in campagna elettorale penalizza molto. Nei giorni scorsi il gruppo consiliare, radio fante annuncia tutti tranne Miriam Colaleo, dopo un dibattito ben partecipato ha approvato l’autosospensione dal partito. La protesta è chiara, non sono state apprezzate le modalità utilizzate per stilare le liste riguardo le elezioni nazionali. In particolare i consiglieri, e ce ne sono anche due o tre che si sono dichiarati renziani, lamentano che la voce del territorio non è stata tenuta in considerazione per le candidature. E mercoledì 7 febbraio stessa decisione potrebbe essere presa dal comitato comunale considerato che per tale data il coordinatore cittadino Vittorio Di Gangi ha convocato una riunione. Insomma la candidatura di Fabio Venezia nell’uninominale della Camera, per il momento non unisce anzi spacca. Ed era assolutamente prevedibile considerato che lo stesso Venezia alle recenti elezioni regionali non è stato in prima fila a sostenere la lista del partito. Il risultato a Troina ha evidenziato in modo netto il disimpegno.

    Rosalinda Campanile Pd

    Evidentemente una posizione per nulla digerita dai due candidati Mario Alloro, renziano, e Luisa Lantieri, crisafulliana, poi rieletta. In città comunque ufficialmente i renziani non se ne fanno una pena tanto che il consigliere comunale Rosalinda Campanile commenta ma tira avanti fiduciosa: “Peccato! Perdono l’occasione di contribuire ad eleggere un valido amministratore in parlamento che può tutelare gli interessi del nostro territorio”. E se una parte del Pd non voterà Fabio Venezia non fa nulla perchè “lo voterà la gente libera da pregiudizi e che vuole ancora sperare e sognare. Da tempo non mi appassionano più le polemiche interne ad un contesto pseudo Pd ennese che ad ogni battaglia vuole punire il giocatore di turno, ragione per cui mi sono iscritta al gruppo misto e non al Pd che è nel mio cuore”. Rosalinda Campanile non è stata eletta nella lista del Pd ma in quella del Patto per Enna. Quindi non ha interesse per le beghe interne al Pd dove le vendette sarebbero il companatico per il pane quotidiano. L’appassiona invece “la buona amministrazione della città di Enna che compie miracoli tutti i giorni, insieme ad altre sensibilità politiche che sono fortunatamente meno impegnate nelle lotte interne e più interessate alla città e con loro finiremo insieme questa bellissima avventura che ogni giorno vede rinascere Enna”. Sul piano squisitamente elettorale “mi appassiona votare Venezia perché rappresenta una speranza in un territorio dove per i trentenni non c’è mai spazio. Il sindaco di Troina ha dimostrato di sapere governare ed ha avuto il coraggio di affrontare la sfida in un collegio non blindato per amore della provincia di Enna”. E per tagliare la tasta al toro riguardo le scelte sulle candidature dice: “Chi ha scelto Fabio Venezia? Gli stessi che hanno scelto i candidati alle regionali (Frecciatona a Mario Alloro e Luisa Lantieri insieme ai loro sostenitori ndr). E faccio un plauso a chi lo ha scelto perché ha saputo scegliere, così come giusta fu la scelta delle regionali volendo alimentare una sana competizione tra le anime del partito”. Ma chi ha scelto non ha tenuto conto della voce del territorio. “La responsabilità è di tutti coloro i quali hanno gestito questo partito ed hanno alimentato divisioni, rendendolo debole ed anche insopportabile tra i vertici romani. Ma non mi importa neanche sapere”. “Insomma – conclude la Campanile – non posso che votare Pd alle politiche perché, sarà impopolare, antipatico, avrà sbagliato alcune scelte, ma a me Renzi piace. È arrogante, determinato, non è populista e, soprattutto, ha un’idea del Paese e della politica! #avantiRenzi #forzaFabio”.

     

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