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  • PD e PDL rischiano di implodere

    Pubblicato il gennaio 21st, 2012 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Saremmo degli irresponsabili se negassimo le difficoltà che caratterizzano l’agire quotidiano dei due maggiori partiti del sistema politico italiano. Tuttavia è proprio nei momenti difficili che la classe dirigente deve riuscire e tenere la barra dritta. Orbene, la scelta non tanto mascherata di proporre, in alcune realtà della provincia di Enna chiamate alle urne per le elezioni amministrative, forme di alleanza trasversale PDL-PD per rispondere al tentativo d’isolamento messo in atto dai partiti riconducibili non solo al terzo polo è una pericolosa scelta che mina alle fondamenta l’esistenza medesima dei due maggiori partiti politici e del bipolarismo che gli stessi hanno contribuito a consolidare.

    Un partito che pur di vincere, ovvero di non perdere, è disposto ad allearsi col suo fisiologico e storico  avversario dimostra di non avere identità e di rinunciare a quell’anima attorno alla quale si aggregano tutti gli uomini accomunati dagli stessi ideali. Per un dirigente del PDL, decidere di allearsi con un dirigente del PD (e viceversa) implica una scelta molto più profonda di quella che più semplicisticamente viene derubricata come una necessità dettata dalla nuova legge elettorale. Significa infatti concepire il partito politico non come uno strumento di democrazia attraverso il quale professare le proprie idee politiche, ma come un raggruppamento di mercenari animati solo dall’interesse lucrativo sotteso all’obiettivo di demolire il nemico del momento. A questo punto mi chiedo e vi chiedo, in assenza di orizzonti chiari e non nogoziabili perchè non invitare a far parte della “santa alleanza” anche i comunisti di Vendola ed i forcaioli di Di Pietro? E se non si vuole perdere tempo in lunghi e noiosi confronti politici su idee, programmi e progetti perchè non utilizzare il più sbrigativo e sempre funzionale “sorteggio” per scegliere i propri alleati?

     

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