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  • Pd: Di Gangi scomunica chi sostiene Dipietro. E i renziani pensano a nominare un loro coordinatore comunale di partito

    Pubblicato il agosto 3rd, 2017 Max Nessun commento

    Il coordinatore cittadino del Pd Vittorio Di Gangi

    Gli iscritti del Pd che entrano nella nuova giunta Dipietro, che dovrebbe nascere da un accordo Pd-Renzi e centrodestra, si pongono fuori dal partito.

    L’aut aut arriva dal coordinatore comunale Vittorio Di Gangi che tira dritto confermando che a Sala d’Euno il Pd è stato e sarà all’opposizione pronto, anzi prontissimo, a fare lo sganbetto alla tessera n. 1 quella intestata a Maurizio Dipietro sindaco di Enna. I renziani mica l’hanno presa bene l’uscita di Di Gangi e già in queste ore si stanno consultando per lanciare la controffensiva. La linea è semplice, i renziani non riconoscono Di Gangi e allora nominerebbero, probabilmente con l’aiuto del commissario provinciale Ernesto Carbone, un nuovo coordinatore comunale, questo si fautore delle posizioni di Dipietro e della sempre meno amata consigliera, termine tanto caro alla Boldrini, Rosalinda Campanile. Ma ecco la nota stampa del coordinatore Di Gangi: “Si apprende dagli organi di stampa che sarebbe imminente la ricomposizione della Giunta comunale con gli stessi protagonisti di prima e con una componente, a detta della consigliera comunale Rosalinda Campanile, “renziana”, del PD. Dopo sei mesi il Sindaco Dipietro fa un accordo con i berlusconiani e con i lombardiani concedendo loro ben tre assessorati, di cui uno con la delega di vicesindaco, anziché due come in precedenza; esautorerebbe dalla carica di vicesindaco e forse anche da quella di assessore, Angelo Girasole; appiederebbe Paolo Di Venti, dimessosi dalla carica di consigliere dopo avere avuto l’assicurazione di rimanere in carica fino alla fine del mandato del Sindaco, reo per alcuni di non essersi dimesso con gli altri due colleghi assessori (Palermo e Cortese); ridurrebbe la presenza dei rappresentanti di Sicilia Futura da due a uno; garantirebbe la permanenza del suo prode scudiero Giovanni Contino, sostenuto dai consiglieri Fussone e Bruno, entusiasti di fare spazio all’ingresso in pompa magna di un rappresentante dell’area renziana del PD, capitanata dall’esterno dalla Consigliera comunale Rosalinda Campanile (che per inciso non fa parte nemmeno del Gruppo Consiliare del PD). Tutto questo un risultato politico certamente lo produrrebbe: quello di rafforzare il centrodestra. Complimenti per la mossa “politica” di un sindaco che si dichiara iscritto al PD. Dopo sei mesi la montagna ha partorito il topolino. Tutto questo tempo per ricollocare sei persone e per garantirsi le poltrone. Nemmeno nella tanto vituperata prima Repubblica si sarebbe caduti così in basso. A me corre l’obbligo di precisare, per rispetto dei militanti del PD, dei ben 14 consiglieri del PD che hanno sottoscritto la mozione di sfiducia e degli oltre 700 tesserati del PD che si sono pronunciati a maggioranza per votare in Consiglio comunale la sfiducia al Sindaco Dipietro, che nessun rappresentante del PD farà parte della futura Giunta comunale. Eventuali presenze di estrazione PD, sarebbero a titolo meramente personale e si autoescluderebbero, perché contrari al mandato di partito, dall’appartenenza al PD. L’appartenenza ad un gruppo, ad un partito è e deve essere un valore da difendere e non una convenienza. Non si può utilizzare il PD come una porta girevole che consente di entrare ed uscire quando si vuole, o come un pullman da prendere soltanto per il tratto di strada che si intende percorrere con altri e, una volta arrivati alla meta, abbandonarlo scendendo al volo. Noi abbiamo scelto di essere, a torto o a ragione, coerenti con il nostro percorso, gli altri facciano quello che credono più opportuno per loro. Per favore, però, si abbia almeno il pudore di non mascherare tutto questo pastrocchio come male necessario per il bene della città. Ai cittadini rimane il compito di giudicare.”

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