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  • Pd: da Roma indiscrezioni. Per i Renziani certezze

    Pubblicato il marzo 18th, 2017 Max Nessun commento

    Salvatore Cappa capogruppo Pd a Sala d’Euno

    Paolo Di Marco

    Da Roma e dal Pd filtrano solo indiscrezioni e nessun comunicato ufficiale sul tesseramento.

    A sostegno che la commissione nazionale per il tesseramento abbia dato il via libera a tutte le adesioni della provincia si è levata solo una voce, una nota stampa a firma dei Renziani. Autorevole, per alcuni che sottolineano i risultati interni al partito ottenuti negli ultimi anni; poco consistente altri più vicini all’ancien regime del Pd ennese. In questa linea si staglia l’analisi del capogruppo di Sala d’Euno Salvatore Cappa che è anche componente della Commissione provinciale per il congresso assieme a Vittorio Di Gangi e Tiziana Arena di Enna; Toti La Licata di Piazza Armerina; Maria Greco di Agira; Franco Costanza di Villarosa; Angelo Cremona di Leonforte; Pino Amore di Regalbuto; Giovanni Barrile di Pietraperzia; Giuseppe Vetriolo di Barrafranca e Prospero Crimi, segretario regionale dei Giovani Democratici. Cappa dice chiaro e tondo che “di ufficiale non c’è nulla e la nostra commissione, nominata veramente, ancora non si è riunita neppure per l’insediamento”. Sul tesseramento il capogruppo ennese è chiaro: “Non può essere svalutata l’importanza del territorio in materia di adesioni. I Circoli conoscono le realtà e solo loro possono dare delle spiegazioni su ogni tessera. In questo senso il territorio si deve autogestire”. Questo vuol dire che la decisione romana non vuol dire nulla: “Vuol dire, prima vediamola questa decisione romana e solo dopo la possiamo commentare. C’è qualcuno che è abile nello sport di commentare anche il nulla. Non solo ma non vive il territorio e complica la vita al territorio. Mi risulterebbe davvero strano che una commissione tanto autorevole come quella nazionale decidesse in palese contrasto con statuto, regolamento e delibera n. 9”. Le prime indiscrezioni sulla decisione di Roma riferiscono di un via libera tout a court.

    A farla breve la commissione avrebbe deciso impiantando un’interpretazione estensiva, o assolutamente leggera, delle norme interne. Chi non è convinto dice invece che la commissione avrebbe deliberato disattendendo regolamento e delibera n. 9. Insomma un colpo di spugna per salvare interamente il tesseramento renziano non gradito chi fa guerra all’ex presidente del consiglio, tanto è vero che si leverebbe l’indiscrezione che qualche autorevole esponente Pd sarebbe già pronto ad impugnare la decisione davanti il Tar. Le formalità danno vita alla realtà effettuale e prendendo per buono il dato che vorrebbe circa 3 mila tessere sottoscritte per l’intera provincia con circa 1.800 in quota area Crisafulli e circa 1.200 in quota area Renzi si capisce bene che il rischio congressuale tocca tutti anche chi prima vantava solo certezze. Nelle ultime settimane le aree, le correnti e gli spifferi hanno creato una macedonia d’intenti e di furbate. Dentro l’area Crisafulli ci sono anche le tessere del deputato regionale Mario Alloro diventato nel frattempo renziano e questo qualcosa vuol dire considerato che l’ex senatore non lo è proprio ed è indirizzato a sostenere nella corsa alla segreteria nazionale il ministro Orlando. Ma ci sono anche quelle dell’ex sindaco Paolo Garofalo che si rifà alla corrente di Rifare l’Italia ma che ha messo le adesioni in sicurezza prima della scadenza e quindi vanno conteggiate all’interno del primo pacchetto, 1.800. Ci sono pure quelle del sindaco di Troina Fabio Venezia che un certo peso, in termini elettorale, nella zona nord ce lo ha di certo. E per lui radio fante dice che si ritrova giorno dopo giorno sempre più vicino a Renzi. Non solo ma risulta assolutamente difficile vedere giocare nella stessa squadra correntizia, Mario Alloro e Angelo Argento. Forse uno è di troppo. Insomma a chi aveva immaginato un congresso unitario o con pochi e guidati “svincoli”, forse si deve ricredere. Non solo ma tutti questi posizionamenti e riposizionamenti alimentano tensione dentro un partito che prima veniva definito granitico. Senza contare che il movimento Democratici e progressisti di Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani è sempre più un contenitore aperto. E la nomina del responsabile provinciale, Maria Giovanna Puglisi fedelissima dell’ex senatore Crisafulli, la dice lunga sui possibili scenari futuri. Il tam tam è certo che la stessa Puglisi è andata ad aprire una strada comoda e convincente, che di certo servirà. Insomma ogni decisione in più sembra complicare ulteriormente la strada del congresso provinciale che sicuramente, e questa è l’unica vera certezza, non sarà una passeggiata per nessuno.

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