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  • Patto per Enna: “Il Pd ennese ha premuto il pulsante dell’autodistruzione”

    Pubblicato il luglio 7th, 2018 Max Nessun commento

    Nota a cura dei consiglieri di Patto per Enna, Maurizio Bruno e Cesare Fussone. Quando pur di distinguersi ad ogni costo dall’avversario politico sono i livori e le inimicizie antiche a prevalere sulla limpidezza dell’agire politico, si finisce spesso per svilire e disconoscere perfino i propri ideali, la propria storia, la propria cultura.

    Ecco come l’ottusa concezione dell’essere opposizione, riesce finanche ad annebbiare il proprio pensiero, il proprio credo politico, disonorandolo con atteggiamenti di indecifrabile identità. Che non cerchino i consiglieri del PD di giustificare il voto ad una mozione sull’accattonaggio molesto di posteggiatori abusivi, di puro timbro leghista, che a prescindere dall’insignificante emendamento presentato – comunque bocciato dall’aula – palesava un piglio repressivo e giustizialista inusitato.

    NON HANNO ALIBI. Hanno vergognosamente votato una mozione con chiaro stampo discriminatorio che prendeva di mira i poveri e gli immigrati, e non come invece vogliono farci credere che puntava alla sicurezza dei cittadini, cosa per la quale non è necessario fare mozioni poiché ci sono leggi, strumenti ed autorevoli organismi preposti a garantirla.

    Maurizio Bruno

    Eppure ce lo aspettavamo! Tant’è che il capogruppo Maurizio Bruno in un passaggio del suo intervento ne ha anche in certo modo annunciato l’epilogo, dicendosi “curioso di sapere come avrebbe votato la sinistra dell’aula”. Una mozione che ha messo enormemente in difficoltà alcuni consiglieri dello stesso PD, che non sapendo più come manifestare il proprio dissenso a votarla sono usciti dall’aula, lasciando quei ‘compagni’ che disinteressandosi del disagio dei loro amici, in preda alla smania di affermarsi “diversi” dai consiglieri di maggioranza e senza nemmeno riflettere su quanto stava consumandosi in aula, cocciutamente sono rimasti a votare, lasciando tutti allibiti.

    Questo spiacevole episodio ci rivela un quadro preciso che ci porta a fare alcune riflessioni.

    La prima, sulla politica locale, è che i consiglieri della Lega hanno uno stretto legame con i consiglieri del PD; e non tanto perché tre anni fa si sono presentati agli elettori con lo stesso candidato sindaco o perché giorni fa hanno votato un consigliere comunale del PD alla presidenza della 2ª Commissione Consiliare, ma per la viscerale ripugnanza verso l’Amministrazione Dipietro che hanno in comune, che li porta a consumare una simbiotica amicizia nonostante la diametrale diversità degli Ideali dei due Partiti LEGA e PD che essi rappresentano in aula. Non sono rappresentanti di liste civiche che potrebbero giustificare un legame politico tra diversi, in favore della città. No! Loro hanno fatto scelte ben precise decidendo di stare con due Partiti che, dalle radici dei loro statuti, sono in netto contrasto. Chissà se ancora i loro elettori hanno chiare le idee.

    Cesare Fussone

    La seconda riflessione è che il PD ennese non è più nemmeno alla frutta, ha premuto il pulsante dell’autodistruzione, prima ancora che lo premessero al Nazareno. Non c’è più alcuno spiraglio che permetta di capirci qualcosa. Correnti e contro correnti che si avvicendano: renziani, orfiniani, orlandiani, emiliani, franceschiniani, alloriani, crisafulliani, garofaliani… chi entra, chi esce, chi ritorna, tessere scadute, tessere fantasma, commissari, emissari, finti coordinatori, ecc. ecc.

    Infine, e non per importanza, prendiamo atto che spira un vento che non ci piace. Nella fattispecie è il vento che soffia odio verso questa povera gente che ha perduto la dignità umana, gente vittima di un sistema economico planetario che è marcio, vittima di un assurdo squilibrio sociale a carattere mondiale; uomini come noi colpevoli solamente di essere nati in una terra dimenticata e piagata da secoli di soprusi e profitti. E’ il vento di chi urla e di chi parla alla pancia delle persone. Un vento a noi estraneo che soffia su proclami e su slogan ormai scontati, triti e ritriti, che preferiscono nascondere l’impudicizia di una politica inconsistente e contaminata da interessi che non sono certamente il bene comune. E’ il vento oscuro che non vuole combattere il vero problema che sta sopra tutti gli altri: la questione morale, scambiata dagli arroganti e dagli ignoranti come “buonismo”.

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