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  • “Partite pregresse”, tra acqua, capre e Sindaci

    Pubblicato il agosto 25th, 2016 Max Nessun commento

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    di Massimo Greco

    Che ad Enna succedono cose strane, spesso ai limiti della legalità, non è affatto una novità. Ciò che stupisce è che si sta facendo a gara a chi le fa più strane. E gli attori principali di questo nuovo gioco sono anche coloro che dovrebbero, invero, rappresentare le bussole di orientamento alla legalità per le rispettive comunità amministrate: i Sindaci. La vicenda delle famose “partite pregresse” richieste dall’ente gestore del servizio idrico a tutta l’utenza ne è l’ennesima dimostrazione.I Sindaci della nuova Assemblea Territoriale Idrica (ATI) che in un primo momento avevano deliberato di sospendere cautelativamente gli effetti della delibera con la quale si era autorizzata la società “AcquaEanna” a riscuotere tali voci di costo in uno alle bimestrali tariffe, hanno inopinatamente deciso di acquisire una preliminare consulenza qualificata in ordine alla legittimità di tale riscossione alla luce delle contro deduzioni fornite dall’ente gestore che, ovviamente, si è opposto all’ipotesi di sospendere il simpatico balzello.

    Orbene, in disparte il grottesco revirement rispetto a quanto già deciso – tipico di illuminate condotte già da noi conosciute in occasione della gestione integrata ed associata dei rifiuti -, i Sindaci della provincia di Enna sembrano volere sfidare lo Stato di diritto e uno dei suoi principi fondamentali: ”la divisione dei poteri”. I Sindaci, la cui azione politico-amministrativa rientra nel potere esecutivo, non possono invadere né obiettare le decisione dei Giudici appartenenti ad un altro potere (quello giudiziario). Nel caso in specie i Sindaci dell’ATI anziché limitarsi a prendere atto di ben quattro sentenze emesse da due diversi Giudici di Pace del Tribunale di Enna che hanno statuito l’illegittimità delle “partite pregresse”, hanno determinato di acquisire una consulenza sulla questione, magari per edulcorare gli effetti delle sentenze che ancorchè non definitive sono pur sempre emesse da Giudici della Repubblica “in nome del popolo italiano”. In genere le consulenze, ovvero i pareri più o meno pro-veritate, vanno acquisiti prima che il contenzioso si trasferisca nelle aule giudiziarie e non certo dopo. Le sentenze dei Giudici, infatti, o si appellano o si eseguono.

    Alla luce di ciò che questi nostri Sindaci sono stati capaci di fare sul fronte dei rifiuti, non ci resta che prepararci al peggio anche sull’altro delicato e sentito fronte delle risorse idriche. Ma del resto, cosa possiamo aspettarci? In altre occasioni abbiamo affermato che, soprattutto, dalle nostre parti non sono mai mancate le capre (anzi!) ma i pastori!

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