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  • Organi consiliari in crisi sulle partecipate

    Pubblicato il Dic 13th, 2008 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    “La finanziaria per il 2008 ha inteso circoscrivere il fenomeno della proliferazione di società pubbliche o miste, considerato una delle cause dell’incremento della spesa pubblica degli enti locali, al fine di prevenire un ricorso a tale strumento elusivo delle discipline pubblicistiche in materia contrattuale o di finanza pubblica, e soprattutto per assicurarne un utilizzo correlato alle reali necessità degli enti. Le uniche tipologie di società partecipate di cui il legislatore espressamente consente la costituzione e il mantenimento sono, dunque, le società che svolgono attività strettamente necessarie alle finalità istituzionali degli Enti e le società che producono servizi di interesse generale.

    L’assunzione di nuove partecipazioni e il mantenimento delle attuali deve essere autorizzato, secondo il disposto del comma 28 dello stesso articolo 3 della finanziaria 2008, dall’organo consiliare, con delibera motivata, che accerti la sussistenza dei presupposti di cui al precedente comma 27. Entro il termine di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge, le amministrazioni pubbliche devono invece cedere a terzi le società e le partecipazioni vietate (art. 3, comma 29, della stessa legge).-

    Alla luce della descritta normativa, l’inquadramento tra le società che perseguono finalità istituzionali dell’Ente o tra le società rivolte alla produzione di servizi d’interesse generale, è rimesso alla valutazione dell’Ente attraverso il proprio organo consiliare (art. 3, comma 28 della citata legge 244 del 2007). Se il ricorso allo strumento societario è consentito solo per attività strettamente necessarie alle finalità istituzionali degli enti e per servizi d’interesse generale, la possibilità di costituire o mantenere una partecipazione societaria deve dunque essere verificata in ragione delle finalità che l’ente intenda con essa realizzare, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali” (Corte dei Conti, sez. regionale controllo per la Regione Piemonte, 3/12/2008 n. 33).
    Pertanto, con riferimento alla casistica esistente alla Provincia di Enna, quest’ultima, attraverso il proprio organo consigliare, è chiamata a verificare quali finalità intenda perseguire con tali strumenti, se questi sono da considerarsi fra i compiti riservati dall’ordinamento all’ente comunale e soprattutto se l’attività delle costituite società – Multiservizi s.p.a., Sicilia-Ambiente s.p.a. e Cesis s.p.a. – possa considerarsi strettamente necessaria alle finalità dell’Ente stesso, anche alla luce del proprio statuto.

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