La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • Operazione “Fratelli di sangue”. Arrestati quattro villarosani. Due di loro avrebbero ucciso nel 2004 un commerciante e dopo aver sezionato il corpo alcune parti li avrebbero dati in pasto ai maiali

    Pubblicato il Febbraio 22nd, 2017 Max Nessun commento

    Polizia e Carbinieri hanno aperto uno squarcio sulla scomparsa del commerciante di Villarosa Giuseppe Bruno avvenuta circa 13 anni fa. Nelle prime ore di mercoledì a conclusione di articolate attività investigative coordinate dalla Dda, Direzione Distrettuale Antimafia, di Caltanissetta, svolte congiuntamente dalla Polizia di Stato della Questura di Enna (Squadra Mobile) e dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Enna – nell’ambito dell’operazione “Fratelli di sangue” su ordine del Gip di Caltanissetta sono stati arrestati quattro villarosani, tre fratelli e un cugino della famiglia Nicosia. Si tratta in particolare di Damiano, Amedeo, Giuseppe e Michele.

    A loro carico Polizia e Carabinieri hanno acquisito gravi indizi di colpevolezza per il delitto di associazione di stampo mafioso, con aggravanti specifiche, finalizzata a commettere omicidi, usura, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi, nonché volta ad acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o, comunque, il controllo di attività economiche. Per Maurizio e Giuseppe Nicosia i gravi indizi riguardano che l’ipotesi di omicidio di Giuseppe Bruno, proprietario di una rivendita di tabacchi a Villarosa scomparso il 27 maggiio del 2004, nonché la distruzione del suo cadavere, delitti aggravati dalla “modalità mafiosa” ai sensi dell’art 7 del d.l. n.152/91. Le indagini, coordinate all’epoca dalla Procura di Enna e svolte al tempo della scomparsa del commerciante, immediatamente denunciata dai suoi familiari dopo che la sua vettura era stata rinvenuta parcheggiata nei pressi dello svincolo Mulinello sull’autostrada A/19 Palermo-Catania, non permisero l’acquisizione di elementi sufficienti per l’esercizio dell’azione penale ed il relativo procedimento venne archiviato. Le recenti dichiarazioni rese alla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta da un collaboratore di giustizia, diretto testimone della vicenda, ponendosi su un piano di perfetta compatibilità con gli elementi investigativi acquisiti a suo tempo, hanno consentito di ricostruire l’esatta dinamica della vicenda delittuosa in esame, contraddistinta da tratti di inaudita ferocia. Il corpo di Bruno sarebbe stato sezionato con una motosega, in parte dato in pasto ai maiali, in parte bruciatoall’interno di un fusto metallico. Oltre che di accertare il sordido movente, collegato alla violenta reazione dei Nicosia a fronte dell’intenzione manifestata dalla vittima di voler riscuotere un credito vantato nei loro confronti. “Tale evento – conclude una nota congiunta di Polizia e Carabinieri – si inserisce in un contesto in cui i componenti del clan Nicosia, già in passato segnalatisi quali protagonisti di vicende delittuose correlate al traffico degli stupefacenti, oltreché per aver agevolato la latitanza del noto boss gelese Emmanuello Daniele, risultano aver ormai dimostrato la loro statura criminale prevalendo sugli uomini della tradizionale famiglia di cosa nostra ed assicurandosi, con la forza intimidatrice tipica dell’associazione mafiosa, il completo controllo delle attività, lecite ed illecite, sul territorio di Villarosa”.

    Lascia un commento