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  • Operazione Black Lake. Colianni: “La cooperativa Ippocrate non centra nulla, anzi continua per migliorare la solidarietà”. Gli spacciatori però rimangono ad Enna

    Pubblicato il agosto 29th, 2018 Max Nessun commento

    Paolo Colianni

    Paolo Di Marco

    L’ex deputato regionale dell’Mpa Paolo Colianni, attuale presidente pro tempore della cooperativa Ippocrate, ente che gestisce il Centro di accoglienza per immigrati di Pergusa ha inteso dire la sua dopo il blitz della Polizia che ha preso con le mani nel sacco ben sei ospiti intenti a spacciare sostanze stupefacenti. Anzi come documentano le immagini nei pressi della struttura pergusina il via vai di clienti si era fatto davvero insistente.

    Insomma una zona conosciuta dagli ennesi per il turismo estivo si è trasformata in un mercatino dell’illegalità. Colianni si tira fuori delle responsabilità e anzi quasi quasi se la prende con gli organi di stampa e con i social che hanno citato la cooperativa. E invece siamo convinti che gli organi di stampa abbiano fatto solo il proprio lavoro senza cercare il mostro da sbattere in prima pagina. I social, è noto, non hanno regole, si muovono freneticamente e quindi è facile riscontrare il post ultracritico per non dire a volte offensivo.

    Colianni nella sua nota afferma di aver “evidenziato per iscritto agli organi competenti il sospetto di uso di sostanze stupefacenti” e “autonomamente avevamo predisposto un sistema di video sorveglianza” però “manomesso ancor prima dell’attivazione.” Segnale evidente che doveva esserci qualcosa di più di un sospetto riguardo gli ospiti non tutti delle cosiddette brave persone, anzi.

    Un momento dello spaccio registrato dalla Polizia

    L’ex deputato allora “ringrazia le forze dell’ordine per l’eccellente operazione e controllo del territorio perché rappresentano per noi un elemento di garanzia e di sicurezza di quanti quotidianamente si spendono per una maggiore qualità dell’accoglienza” e sottolinea che è “doveroso chiarire che la maggior parte dei nostri ospiti sono ragazzi che frequentano la scuola, fanno sport e hanno partecipato a parecchie iniziative organizzate dalle associazioni locali”. Ma ecco l’annuncio: “Ci piace ricordare che proprio venerdì faremo una conferenza stampa nella sede di Pergusa alle ore 16 per presentare la squadra di Calcio Multietnica denominata “La Porta del Mondo’’. Paolo Colianni conclude: “In questa occasione sarebbe interessante sentire la solidarietà dei cittadini e dei media per sottolineare gli aspetti positivi dell’accoglienza.” Degli aspetti negativi, e non solo dell’immigrazione, invece nessuno se ne fa carico, come sempre e come in ogni occasione. Sicuramente gli organi di stampa daranno notizia dell’avvenimento, come del resto fanno sempre, citando chi organizza. Il “mestiere” impone di raccontare ciò che avviene e i giornalisti lo fanno. Certo se raccontano di una vittoria nessuno rimane scontento ma se raccontano di un blitz della Polizia chi è dentro, anche solo di striscio, rimane un po’ irritato. Ma è la vita e chi scrive ci ha fatto il callo.

    Un altro momento dello spaccio registrato dalla Polizia

    Per quanto riguarda infine la speranza di Colianni di sentire forte la “solidarietà dei cittadini” sarà tutta da verificare. E se così non sarà i benpensanti tacceranno “Enna razzista”, “Enna inumana” senza dire che Enna e l’Italia intera da anni non ricevono una minima risposta in termini di comportamento lineare semplice da applicare e assolutamento scomodo anche da citare. E’ giusto aiutare chi scappa dalle violenze e l’Italia la sua parte negli anni l’ha fatta, cosa che invece non è stata fatta dagli altri, proprio chi oggi ci definisce razzisti. Ma agli italiani una risposta, un segnale non è stato mai dato e anche questa volta non arriverà. Credo che in molti apprezzerebbero che i giovani immigrati che fanno sacrifici per integrarsi continuino la permanenza nella nostra terra nella speranza che possano trovare un percorso dignitoso per il loro futuro. Per chi invece si è macchiato dello spaccio posto nello Stivalone italico non ce ne dovrebbe essere, senza però prenderci per i fondelli con i fogli di via entro 15 giorni consegnati nelle mani degli indesiderati. I cittadini si aspetterebbero invece che venissero messi alla porta immediatamente e senza indugio, rimandati, anzi portati e scaricati, nelle mani degli organi di polizia delle terre di origine. Per essere chiari solidarietà si ma nei confronti degli onesti, chi non si comporta bene fuori. I cittadini si aspetterebbero anche una presa di posizione della Cooperativa nei confronti di questi mercanti di morte. E allora si che sarebbe una bella solidarietà, una bella integrazione tutta da alimentare. Attenzione la stessa drastica decisione andrebbe applicata ai malviventi italiani, con vere permanenze nelle patrie galere, o europei. Quindi niente distinzione bianco, giallo, nero o verde, un delinquente è un delinquente e va trattato da delinquente. Questo però non avverrà e in questo caso chi ha spacciato continuerà a vivere “gustando” o “sfruttando” l’accoglienza. Anche perchè ad Enna ci siamo abituati, non succede per la prima volta. La Polizia recentemente ha preso con le mani nel sacco un altro spacciatore e ancora gira liberissimo per Enna, chiedendo pure l’elemosina.

    Uno stato di cose che non alimenta la solidarietà e nemmeno l’integrazione, anzi incancrenisce i rapporti. Ognuno si chiude in se stesso e non aiuta. Sono necessarie le regole e solo con le regole uno Stato può sopravvivere e aiutare gli altri. Senza è una sorta di Babilonia; una semplificazione che mi ricorda tanto la realtà che stiamo vivendo.

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