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  • Occhi aperti: “L’orso è ancora tra noi”

    Pubblicato il settembre 15th, 2008 Max 2 commenti

    di Tony La Rocca
    In questi giorni si è sentito parlare spesso di ciò che sta succedendo in America circa il salvataggio delle banche Fanny Mae e Freddy Mac. Questo è normale giacchè, il Governo Americano ha deciso di intervenire in maniera massiccia con i soldi dei cittadini (200 milioni di dollari circa) per non vedere fallire due giganti che diversamente avrebbero causato un effetto domino che avrebbe coinvolto parecchie altre banche per non dire, del blocco che avrebbe prodotto sui nuovi mutui ingessando il sistema più di quanto lo sia in questo momento.
    Questo episodio ci serve per riflettere su come in genere i governi decidano con le tasche dei propri contribuenti come riparare al mal fatto in maniera così semplice e veloce. Questa crisi che stiamo vivendo che poteva essere di carattere sistemico si sta trasformando di giorno in giorno in crisi sempre più strutturale poichè sta creando una mancanza di liquidità trà le banche che si rifletterà:

    1.    sui consumi dei privati, che stanno subendo una flessione non indifferente a causa della componente inflativa indiretta causata dall’aumento delle materie prime e non dall’aumento dei salari-


    2.    sui prestiti alle aziende che dovranno sempre più faticare per ricevere “ossigeno” dalle     banche
    3.    sull’aumento delle materie prime che si rifletterà sui rapporti monetari e di conseguenza, come per un cane che si morde la coda sul petrolio, che ha subito una flessione della domanda da parte dei paesi occidentali  di 1.000.000 di barili al giorno contro un aumento di 500.000 barili al giorno dei paesi emergenti. Penso che ciò sia emblematico e voglia essere letto in un solo modo: “rallentamento della produzione”. Questo è almeno il significato che scontano le Borse
    4.    sulla speculazione che è in atto in questo momento grazie ai derivati che hanno come sottostante le commodity delle quali i prezzi sono arrivati alle stelle

    per queste cause lo scenario sembra tutt’altro che confortante. Noi poveri membri di una collettività in crisi siamo costretti a subire indirettamente tutto ciò. Pur non essendo cittadini americani siamo cittadini del mondo e poichè la nostra Italia è globalizzata come l’economia, anche Lei è destinata a soffrire e soffrirà più degli altri. Prova ne sia, che il nostro indice di borsa SP/MIB ha riportato le più grosse perdite, da gennaio 2008 (-31,40% fino al 7 luglio 08), rispetto a tutti gli altri indici. Quindi, per concludere. Non facciamoci illudere da notizie che sventolano ai quattro venti facili riprese (vedi ultimamente FED e Governo Americano con annessi economisti ed analisti  repubblicani) perché così non sarà. Anche la Germania, che ha fatto sempre da benchmark per l’Europa è seriamente preoccupata ed il suo rating soffre. Ma come tutte le crisi anche questa, forse più delle altre, si presterà a grosse opportunità ma di questo ne parleremo successivamente. Ringrazio tutti i lettori per l’attenzione rivoltami.

     

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