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  • OBAMA E L’ALFABETIZZAZIONE FINANZIARIA

    Pubblicato il giugno 30th, 2009 Max Nessun commento

    di Tony La Rocca
    Gentili amici di Liberamente volevo dirigere la vostra attenzione su un estratto di un articolo scritto da Annamaria Lusardi, già  Professore di Economia alla Dartmouth College il 23-6-2009 in un sito specializzato sulle news economiche di estrazione Bocconiana. Questa qualificatissima scrittrice scrive: “L’amministrazione Obama ha appena presentato un piano di riforma della regolamentazione del sistema finanziario. Una novità importante della riforma e’ la creazione di una agenzia per la protezione del consumatore. Un passo avanti, ma quello che serve davvero è un programma di alfabetizzazione finanziaria dei cittadini. Perché la semplice informazione corretta spesso non aiuta a prendere le decisioni migliori su risparmio e fondi pensione, per gestire i debiti della carta di credito o per ottenere un mutuo. Così come l’iscrizione automatica a piani pensionistici non garantisce una pensione adeguata in età avanzata.
    L’alfabetizzazione finanziaria è uno strumento indispensabile per i consumatori che operano nei mercati finanziari, dove sono impegnati in una miriade di transazioni sempre più complesse. I consumatori hanno bisogno dell’alfabetizzazione finanziaria per prendere decisioni relative al risparmio, ai fondi pensione, per gestire i debiti su carta di credito, per ottenere un mutuo. Negli ultimi anni, la transizione dal modello a ripartizione al modello a capitalizzazione nel sistema pensionistico ha significato che la responsabilità di assicurarsi una pensione adeguata nell’età avanzata ricade ora sulle spalle dei consumatori. Proprio come è fondamentale saper leggere e scrivere, l’alfabetizzazione finanziaria è un elemento chiave del successo economico.


    Promuovere “trasparenza, semplicità, equità, responsabilità e accesso” come sollecita a fare il documento della Casa Bianca è certamente un obiettivo essenziale per un efficace sistema di regolamentazione. Tuttavia, la semplice offerta di informazioni chiare e accurate spesso non basta a far sì che il consumatore prenda decisioni corrette. Per esempio, il Truth in Lending Act del 1968 mirava a proteggere chi richiedeva un prestito imponendo la piena informazione su termini critici del prestito, come il tasso annuale di interesse. Purtroppo, molti cittadini non sanno come funzionano i tassi di interesse: senza consumatori con un minimo di conoscenza finanziaria, la trasparenza non è sufficiente.
    Solo un terzo degli intervistati ha familiarità con il tasso di interesse composto e sa come funzionano le carte di credito. Molte famiglie americane usano regolarmente le carte di credito e post-pongono spesso il pagamento del saldo, ma solo una minoranza degli intervistati sa che prendere un prestito a un tasso di interesse del 20 per cento, composto per l’intero anno, comporta il raddoppio del debito in meno di cinque anni. L’assenza di alfabetizzazione finanziaria è particolarmente grave nei gruppi che sono già finanziariamente vulnerabili: le donne, gli anziani, le minoranze, i divorziati o separati. E coloro che sono meno informati pagano a caro prezzo la loro ignoranza: il costo dell’uso della carta di credito per un individuo con bassa conoscenza finanziaria è del 50 per cento più alta del costo per un consumatore medio che usa le carte di credito.
    Il Credit Card Act del 2009 fa grandi passi avanti su questo perché impone alle società di carte di credito di indicare nell’estratto conto il numero di mesi necessari al consumatore per ripagare il debito accumulato, se sceglie di effettuare solo il pagamento minimo mensile. E rendere più semplici le informazioni per il consumatore è un modo utile per aiutarlo a prendere decisioni in materia finanziaria”. Come vedete, il vento sta cambiando. Non ci sarà posto per l’ignoranza in questa nuova società del terzo millennio. Svegliamoci ! Seguiamo quanto di più propositivo ci arriva dal mondo in termini di idee istruttive, cercando di carpire metodi e procedure che possano farci uscire tutti quanti dal pantano in cui siamo immobilizzati.

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